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La sinistra è finita in discarica?

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Non ce la date a bere

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Discarica di Scapigliato: 330 milioni di euro al Comune di Rosignano

Discarica di Scapigliato: 330 milioni di euro al Comune di Rosignano

DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012

DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012

lo stato italiano sotto accusa per il clima PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Mercoledì 05 Giugno 2019 11:27
Al via la prima causa contro lo Stato Italiano colpevole dei cambiamenti climatici


Anche la società civile italiana verso il deposito di una causa climatica contro lo Stato
Prende il via oggi 5 giugno, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, la campagna “Giudizio Universale – Invertiamo il processo” che precede il deposito, previsto in autunno, della prima causa legale intentata in Italia contro lo Stato per l’inazione di fronte ai cambiamenti climatici.
Giudizio Universale è una campagna promossa da movimenti, associazioni e centinaia di singoli cittadini, nata per preparare il terreno ad un processo senza precedenti nel nostro paese, che ha l’obiettivo di chiedere ai giudici di condannare lo Stato per la violazione del diritto umano al clima.
 
stop agli scarichi Solvay in mare PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Mercoledì 05 Giugno 2019 11:04

in allegato lo studio Solvay integrale del 1983: recuperare i fanghi è possibile.

Obbligare Solvay a chiudere gli scarichi e riciclare i suoi fanghi

Dopo le “schiumate” alle spiagge bianche del 10-12 ottobre scorsi, che Arpat ha ricondotto a scarichi Solvay, giova indignarsi e tornare a chiedere la chiusura degli scandalosi scarichi Solvay a mare.

In un vecchio studio del 1983 della Solvay,  sollecitato dalla istituzioni del tempo (oggi chi si sogna più di chiederle qualcosa del genere ? ) dal titolo”Smaltimento in mare dei fanghi provenienti da alcuni settori di produzione dello stabilimento di Rosignano, studio delle possibilità di ricupero delle sostanze in essi contenute in relazione al loro  valore energetico ed economico”, la multinazionale descriveva vari  processi per recuperare i fanghi e riciclarli in settori come la produzione di gesso, la cementeria, la siderurgia o l’agricoltura, o almeno trattenerli  e stoccarli in dighe, concludendo sbrigativamente che tutti questi sistemi erano costosi  (per lei) ed era preferibile continuare a  scaricarli in mare gratis. “E’significativo che le sodiere che in Europa hanno potuto ampliare le loro produzioni di carbonato siano proprio quelle situate in prossimità del mare”, afferma a pag. 10, dimenticando quella di Lisbona (Povoa), che invece è stata chiusa nel 2013, che pur poteva scaricare nel grande estuario del fiume Tago, a pochi km dall’oceano e da Lisbona.

C’è una pagina tuttavia che va riletta più attentamente 35 anni dopo (pag. 36-39) : “blocchi di calcestruzzo espanso leggero  …  investimenti necessari 46 miliardi di lire (23 milioni di euro, ndr). Quindi investimenti di grossa entità per produrre un prodotto a costi grosso modo equivalenti rispetto a quello fabbricato usando i materiali tradizionali (calce, cemento, sabbia, polvere di alluminio) e per il quale il mercato in Italia è praticamente inesistente.”

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Appello in difesa dei diritti dei militari contaminati dagli inquinanti bellici e dei loro familiari. PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Martedì 04 Giugno 2019 16:20

Comitati Amici Parenti Vittime dei Veleni di Guerra


 
7000 soldati italiani nel mondo, spiccioli per la cooperazione PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Mercoledì 05 Giugno 2019 10:52

Settemila soldati italiani nel mondo e spiccioli per la cooperazione

Missioni italiane all'estero. Sotto egida Nato, Onu o Ue, truppe tricolori su molti fronti caldi e non si parla più di ritiro

Luciano BertozziIl Manifesto

EDIZIONE DEL05.06.2019

PUBBLICATO4.6.2019, 23:59

Per le missioni militari all’estero 2019 il costo complessivo è di oltre 1.100 milioni di euro ed appena un centinaio di milioni per la cooperazione allo sviluppo, con un rapporto spesa militare/cooperazione pari a 10 a 1. Ecco i numeri del provvedimento con cui il governo ha chiesto al Parlamento l’autorizzazione alla proroga delle missioni stesse.

 
gruber, Renzi e feltri al Bilderberg PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Martedì 04 Giugno 2019 11:56

LE LUNGHE MANI DEL GRUPPO BILDERBERG

Comitato promotore della campagna #NO GUERRA #NO NATO
Italia

4 giu 2019 —

Manlio Dinucci

Tre italiani sono stati invitati quest’anno alla riunione del gruppo Bilderberg, svoltasi a Montreux in Svizzera dal 30 maggio al 2 giugno. Accanto a Lilli Gruber, la conduttrice televisiva de La7 ormai ospite fissa del Bilderberg, è stato invitato un altro giornalista: Stefano Feltri, vicedirettore del Fatto Quotidiano diretto da Marco Travaglio. Il «terzo uomo» scelto dal Bilderberg è Matteo Renzi, senatore del Partito Democratico, già presidente del Consiglio.

 
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