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La sinistra è finita in discarica?

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Non ce la date a bere

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Discarica di Scapigliato: 330 milioni di euro al Comune di Rosignano

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DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012

DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012

geotermia, un video di Maurizio Marchi e del geologo Andrea Borgia PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Martedì 30 Gennaio 2018 11:09

Perignano 19.8.17, conferenza insieme al geologo Andrea Borgia

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 30 Gennaio 2018 16:20 )
 
Addio a Giacomo Bazzi, la lotta continua anche in tuo nome PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Sabato 27 Gennaio 2018 18:52

E' morto stamani Giacomo Bazzi, storico militante comunista di Livorno, che non solo si spese molto per l'unità della sinistra, ma anche per la conservazione culturale e fotografica della città comunista. Sarai sempre con noi.

con lui e pochi altri visitammo, a richiesta, la discarica di Vallin dell'Aquila il 28 settembre 2016. Alleghiamo un commento su quella visita e sulla mancata bonifica della discarica.

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Ultimo aggiornamento ( Sabato 27 Gennaio 2018 19:03 )
 
Solvay, stelline di Natale e rifiuti tossici PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Mercoledì 24 Gennaio 2018 12:01

Medicina democratica

Solvay Chimica Italia Spa intende raddoppiare il trattamento dei rifiuti tossici, nel silenzio generale

Ricordiamo innanzitutto che l’impianto Solval che Solvay intende raddoppiare è quello più vicino alle abitazioni dei “palazzoni”, lato mare rispetto all’Aurelia. Su quel bicarbonato, Solvay guadagna due volte: quando lo vende “vergine” ai vari inceneritori e quando lo riprende inquinato dagli stessi.

Solvay Chimica Italia Spa ha presentato un progetto di raddoppio da 21.000 a 50.000 tonnellate l’anno di trattamento dei prodotti sodici derivanti dal trattamento dei fumi degli inceneritori, delle centrali elettriche a carbone, degli impianti siderurgici e di altre attività ad elevato impatto. Parliamo di rifiuti con elevate contaminazioni di metalli pesanti e microinquinanti organici (tra cui possibili diossine e furani), nel caso dei residui delle centrali a carbone e degli inceneritori con il rischio di singole partite con radioattività.

I rifiuti uscenti dall’impianto dopo il trattamento sono di due tipi: 1- bicarbonato depurato che alimenta la sodiera per la produzione di altro bicarbonato di sodio, 2- e un concentrato di inquinanti tossici.

 
tragedia Moby Prince 1991/2018 PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Giovedì 25 Gennaio 2018 09:39

Livorno, un porto ad alto rischio, tra raffineria, base militare e ingorghi di traffico

Non c'era nebbia quella sera, la petroliera era ancorata in uno specchio di mare proibito, c'erano in rada 5 navi militarizzate statunitensi in rientro dalla guerra del Golfo, i passeggeri del traghetto Moby Prince non furono soccorsi con tempestività, anche perchè il comandante della petroliera richiamò i soccorsi sulla petroliera stessa, la capitaneria di porto non disponeva di un radar, ecc, ecc.

Alleghiamo la prima parte delle risultanze della Commissione parlamentare sulla micidiale tragedia della notte tra il 10 e l'11 aprile 1991  in cui morirono 140 passeggeri e marinai del traghetto Moby Prince, davanti al porto di Livorno.

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geotermia, Enel ammette quanto affermiamo da anni PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Lunedì 22 Gennaio 2018 23:12

Green report.it

Diritto e normativa | Economia ecologica | Energia

Riceviamo e pubblichiamo

Le “nuove frontiere della geotermia” protagoniste al Gse

«È possibile realizzare la competa re-immissione dei fluidi geotermici anche in presenza di gas. Con quali limiti?»

[22 gennaio 2018]

Pur programmato da tempo, il convegnoLe nuove frontiere della geotermia – dalla geotermia elettrica alla cogenerazione geotermica“, che si è svolto a Roma presso il Gse lo scorso 18 gennaio, è subito diventato il primo confronto tra la politica e le imprese sul tema della geotermia dopo l’approvazione del cosiddetto emendamento Tamburrano al Parlamento europeo che impegnerà la Commissione ad approfondire il tema delle emissioni degli impianti geotermoelettrici.

I contributi scientifici e tecnici della prima parte del convegno hanno presentato un quadro sufficientemente esaustivo in termini di tematiche su cui si sviluppa l’uso a fini energetici della risorsa geotermica, con diversi approfondimenti e casi studio. Tra questi sono stati presentati anche alcuni dei progetti di società aderenti della Rete geotermica.

La tavola rotonda che ne è seguita, ha raccolto posizioni che si sono articolate su livelli che hanno ricondotto principalmente la discussione all’identificazione di usi della risorsa geotermica che rispondano necessariamente al concetto di compatibilità ambientale che negli ultimi decenni si è andato strutturando ed inserendo nel dibattito sociale e politico nazionale ed internazionale.

È così emerso che di fronte alla sempre più matura consapevolezza degli effetti dei cambiamenti climatici sulla nostra vita quotidiana, e quindi sulle politiche sociali ed economiche, che pone la necessità di una completa de carbonizzazione della produzione di energia, l’obiettivo delle zero emissioni anche in geotermia non può più apparire velleitario, ma deve essere ricercato e favorito con forza.

Questo perché, tra le fonti rinnovabili, è stato più volte sottolineato che la geotermia ha caratteristiche particolari, definibili di pregio anche in relazione alle necessità di sicurezza e continuità della fornitura di energia elettrica. Tra queste innanzi tutto la programmabilità, il limitato consumo di suolo, la cogenerazione, fino a tutti i valori dell’opzione emissioni zero.

Dai contributi scientifici portati, è stato confermato che non esiste una risorsa geotermica costituita da un’unica tipologia di fluido geotermico e quindi non è concepibile che si pensi ad un unico approccio scientifico e tecnologico. Questo però non vuol dire che si debba per forza passare da nuove scoperte scientifiche, e quindi inevitabilmente attenderle, per dare una soluzione alle criticità che sono emerse fino ad oggi. La ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica degli ultimissimi decenni hanno dimostrato che si può condurre la coltivazione di risorse geotermiche che anche solo nel recente passato erano giudicate come inutilizzabili o non appetibili.

Alla luce di quanto emerso dai contributi, sennonché dalle ultime evoluzioni normative nazionali ed europee, è possibile affermare che la sfida ai gas incondensabili che sia diventata ineludibile. Se da una parte è senz’altro priva di fondamento scientifico, sulla base delle attuali esperienze, affermare che in geotermia le emissioni zero si possano applicare ovunque e comunque, non è ugualmente corretto che in presenza di gas ciò è comunque impossibile.

Sono stati infatti citati, e sono stati presentati dei nuovi progetti geotermoelettrici, che permettono di affermare che è già possibile realizzare la completa reimmissione dei fluidi geotermici anche in presenza di gas. Con quali limiti? È quello che adesso resta da individuare.

Nel dibattito finale l’ing. Montemaggi di Enel green power, dopo aver illustrato le loro attività nazionali ed internazionali nel settore geotermico, ha tenuto a ribadire che secondo le loro conoscenze in Italia, o perlomeno in presenza di una concentrazione di gas incondensabili superiore all’1%, la reimmissione totale dei fluidi geotermici non è realizzabile.

 
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