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La sinistra è finita in discarica?

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Non ce la date a bere

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Discarica di Scapigliato: 330 milioni di euro al Comune di Rosignano

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DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012

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inizia la rivoluzione dell'idrogeno ? PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Martedì 26 Giugno 2018 17:43

Tirreno PONTEDERA-EMPOLI - Lunedì 18 Giugno 2018

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Brevettata a Pisa, da alcuni mesi è stata messa in commercio. L'idea sviluppata da Marco Bertelli

Ecco Hydro, la prima caldaia a idrogeno

PISA La rivoluzione energetica passa da Madonna dell'Acqua. Con la messa in commercio di Hydro, la prima caldaia alimentata a idrogeno, l'azienda E. HY. Energy Hydrogen di Marco Bertelli spariglia le carte in tavola ed entra a muso duro nel campo del riscaldamento abitativo. Non solo, Hydro è anche una centrale elettrica capace di soddisfare la esigenze energetiche di un'abitazione (con picco di prelievo di 6.2 Kwp ed un prelievo costante di 5 Kwp nda), e tolti gli allacci all'acqua e al gas per il piano cottura, permette l'indipendenza dalle altre utenze. Il tutto senza emissioni nocive nell'ambiente (il ciclo della macchina è chiuso) e nel massimo della sicurezza, con la possibilità d'installazioni interne ed esterne, in completa autonomia (la caldaia si auto alimenta e non necessita di altro combustibile oltre all'idrogeno raccolto in tre bombole racchiuse nella scocca). Dopo tanti anni passati in giro per il mondo come ingegnere civile, Bertelli, pisano, classe 1957, nel 2006 ebbe l'idea di una caldaia rivoluzionaria. «Questo è il futuro - spiega -. Dopo varie sperimentazioni siamo riusciti ad ottenere il prodotto finale nel 2014 e da gennaio 2018, ottimizzata al massimo la macchina, siamo entrati in commercio». Ogni ricarica d'idrogeno permette all'utente un'autonomia di un anno. «Sì - prosegue Bertelli - questa è una delle caratteristiche più importanti di Hydro. Con una ricarica (dal valore di circa 600 euro, nda), la caldaia produce l'acqua calda, il riscaldamento e l'energia elettrica necessarie ad un appartamento medio (dagli 80 ai 150 metri quadri) per un anno. L'investimento iniziale per passare a Hydro è paragonabile a quello richiesto per l'installazione di una caldaia a pellet, con il vantaggio dell'autonomia dalla rete elettrica. «L'investimento - continua Marco Bertelli - è ammortizzato in pochi anni, ma soprattutto, Hydro permette di staccarsi dalle forniture. La nostra è una caldaia a isola, ovvero, che lavora esclusivamente in autonomia. Il risparmio, in soldoni, si attesta sui 1.200 euro per anno. Senza considerare le zero emissioni in atmosfera. Hydro non inquina, è autonoma, e può davvero cambiare radicalmente le nostre città, migliorandone la vivibilità». Cuore pulsante di Hydro è la sua cella di fusione brevettata e made in Pisa. «Con acqua distillata e idrogeno - conclude Bertelli - la nostra cella di fusione produce vapore, poi trasformato da una turbina in energia elettrica, acqua calda e riscaldamento. L'acqua di recupero poi torna in circolo ed è reimmessa nella cella di fusione, a ciclo continuo, senza dispersioni. Il nostro è un prodotto del tutto ecologico, rivoluzionario». Per info e contatti www.idrogenoverde.it o 050890949 Carlo Palotti

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 27 Giugno 2018 07:23 )
 
piena solidarietà con i lavoratori in CIG di Piombino PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Martedì 26 Giugno 2018 17:37

Indecorosi (e recidivi). L’Amministrazione Comunale di Piombino sequestra striscione del Coordinamento Art.1-Camping CIG

Pisorno 24giugno 2018 da Associazione Coordinamento Art.1-Camping CIG, Piombino

Ringraziamo le associazioni, le singole persone le forze politiche che ci hanno palesato la loro solidarietà e a quest’ultime, se lo riterranno, chiediamo di continuare la battaglia per la libertà di espressione nelle opportune sedi. Prima di chiudere, un’ultima notazione: ci puzza di autoritarismo e di anticostituzionalità il fatto che la libertà di espressione (sancita dalla Costituzione) sia sottomessa ad un Regolamento di Polizia e ad un qualcuno che deve dare “l’autorizzazione”.

Ma il vero problema non sta nel “mezzo” (lo striscione) ma nel “messaggio” (il contenuto dello striscione): in un momento in cui tutti dimostrano una gran fretta di firmare ogni cosa (i sindacati un verbale di riunione, che potrebbe rivelarsi un cavallo di Troia formidabile; le Amministrazioni Regionale e locale l’Accordo di Programma, che accolga tutte le richieste della multinazionale) porre dei dubbi, richiedere delle garanzie, sollecitare la trasparenza diventa un intralcio. Nel nostro striscione suggerivamo che, per ottenere la firma di qualunque atto, l’azienda dia garanzie concrete, anche in termini di penali finanziarie, nel caso di mancata realizzazione di quanto promesso. Servono impegni seri della multinazionale, garantiti pure da uno scaglionamento delle concessioni, sia nazionali che locali, da rilasciare a fronte delle concrete realizzazioni.

I sindacati tutti ci dicono che la firma apposta sul verbale di incontro non significa niente.

Ci vogliamo credere: allora apriamo un confronto serio con Jindal; non limitiamoci ad ascoltare le sue favolette, ma pretendiamo documentazioni precise, da poter fare analizzare a nostri esperti; coinvolgiamo l’Amministrazione statale affinché i finanziamenti vengano concessi a fronte di concrete realizzazioni. Idem per le Amministrazioni locali: ad esempio, le concessioni sui terreni retro-portuali vanno condizionate, nell’estensione e nella durata, a fatti verificabili. Chiediamo la proroga della vigilanza governativa fino al completamento degli investimenti. Senza una strategia di questo tipo, siamo convinti che l’impegno di Jindal sarà solo quello di far ripartire i treni di laminazione, fermando la lancetta degli occupati ai 705 da lui dichiarati per i primi 2 anni.

A chi si/ci chiede chi e cosa rappresentiamo, rispondiamo solo che, se fossimo stati ascoltati, tre anni di sofferenze e di stasi senza costrutto sarebbero stati risparmiati al territorio. Oggi speriamo che la storia non si ripeta e che qualcuno voglia ascoltare anche i “gufi” come noi.
Ultimo aggiornamento ( Martedì 26 Giugno 2018 17:47 )

 
gli incentivi statali al rigassificatore OLT di Livorno PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Giovedì 14 Giugno 2018 10:17

Medicina democratica

Centinaia di milioni per la multinazionale OLT, tagli ai servizi sociali

Olt ha già incassato , in appena 4 anni di (scarsissima ) attività la fantastica somma di 315 milioni di euro di incentivi dallo stato: 45 milioni per il 2013/14,  80,3 milioni per il 2015, 92,6 milioni per il 2016 ed infine 97,1 milioni di euro nel 2017 : quest’ultima somma decisa con deliberazione del  1 giugno 2018 n.  308 da parte dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e servizio idrico integrato, facente parte del Governo (oggi  ARERA)

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emigrazione forzata PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Martedì 26 Giugno 2018 17:24

Neocolonialismo e «crisi dei migranti»

Manlio Dinucci

Dagli Stati uniti all’Europa, la «crisi dei migranti» suscita accese polemiche interne e internazionali sulle politiche da adottare riguardo ai flussi migratori. Ovunque però essi vengono rappresentati secondo un cliché che capovolge la realtà: quello dei «paesi ricchi» costretti a subire la crescente pressione migratoria dai «paesi poveri».

Si nasconde la causa di fondo: il sistema economico che nel mondo permette a una ristretta minoranza di accumulare ricchezza a spese della crescente maggioranza, impoverendola e provocando così l’emigrazione forzata.

 
linea fissa mensile da Livorno per le guerre PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Martedì 12 Giugno 2018 17:52

Dal sito livorno 24

Dal porto armi Usa per l’Arabia Saudita

7 settembre 2017 Cronaca e Territorio

 

Il 16 settembre farà scalo a Livorno, proveniente dagli Usa, la Liberty Promise (Promessa di Libertà): una delle 60 navi statunitensi di proprietà privata con le quali il Pentagono trasporta armi lungo un circuito mondiale che collega i porti statunitensi a quelli mediterranei, mediorientali e asiatici.
Sono enormi navi di tipo Ro/Ro progettate per trasportare carrarmati e carichi di armi su pianali: sono lunghe 200 metri, dotate ciascuna di 12 ponti con una superficie totale di oltre 50000 m2, sufficienti al trasporto di un carico equivalente a 6500 autoveicoli.

Queste navi, dal marzo 2017, effettuano un regolare collegamento mensile tra Livorno e i porti di Aqaba in Giordania, Gedda in Arabia Saudita e altri scali mediorientali.
La Liberty Promise imbarcherà a Livorno il 16 settembre un carico di armi della base Usa di Camp Darby, scaricando probabilmente altre armi destinate alla stessa base. Quindi, dopo aver attraversato il Canale di Suez, farà scalo il 23 settembre a Gedda in Arabia Saudita: qui scaricherà armi destinate alle forze statunitensi e alleate, tra cui bombe per aereo destinate all’aeronautica saudita che bombarda lo Yemen.

La guerra in Yemen, condotta dalla coalizione a guida saudita sostenuta dagli Usa, ad oggi ha provocato oltre 10mila morti e 50mila feriti (su una popolazione di 27 milioni), riducendo alla fame oltre 7 milioni di persone. Oltretutto i bombardamenti agli impianti idrici, sono stati la causa principale dell’epidemia di colera che ha colpito oltre 600mila persone, provocando migliaia di morti.

 

fonte: associazione resistenza alla guerra area Livorno/Pisa

 

 
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