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La sinistra è finita in discarica?

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Non ce la date a bere

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Discarica di Scapigliato: 330 milioni di euro al Comune di Rosignano

Discarica di Scapigliato: 330 milioni di euro al Comune di Rosignano

DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012

DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012

MD scrive a tutti i sindaci della Val di Cecina PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Giovedì 22 Febbraio 2018 18:43

Medicina democratica

Bulera e Possera, non si mercanteggia sulla salute

Con la conferenza dei servizi (riunione di tutte le istituzioni interessate) del 9 gennaio 2018 sembra posta la parola fine sul lungo braccio di ferro sulla soprelevazione di 11 metri della discarica di Bulera: la Società Chimica Larderello sgancerà 400.000 euro per proteggere dai veleni del torrente Possera il campo pozzi ASA di Puretta, ci passerà come azienda “disponibile e responsabile”, mentre l’acqua del fiume Cecina resterà in preda fino alla foce delle esondazioni possibili della discarica tossica.

 
controlli sanitari alla popolazione esposta all'inquinamento da geotermia PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Giovedì 22 Febbraio 2018 18:32

Medicina democratica chiede all'ARS l'estensione dello studio INVETTA alla popolazione dell'area geotermica nord

Estendere lo studio INVETTA anche alla popolazione della val di Cecina esposta alle emissioni geotermiche

L’Agenzia regionale sanità ha lanciato circa un anno fa un’ “Indagine di biomonitoraggio e valutazioni epidemiologiche a tutela della salute nei territori dell’Amiata.”, in sigla INVETTA, che prevede analisi del sangue e delle urine su 2000 persone residenti sull’Amiata esposte all’inquinamento della geotermia. Sono previsti anche analisi di funzionalità respiratoria (spirometria), cardiovascolare (mappe di rischio), renale ed endocrina.

 
geotermia, tra fanghi tossici e PCB PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Sabato 03 Febbraio 2018 10:26

MEDICINA DEMOCRATICA

Progetto Ecogest a Larderello, un’altra conferma della non rinnovabilità della geotermia, ed altro

La Ecogest srl di Ospedaletto (Pisa), capitale  sociale 10.000 euro, tre dipendenti,  ha presentato un progetto in Regione per istallare un impianto di trattamento rifiuti pericolosi e non a Larderello, nell’area della ex centrale Enel GP “Larderello 2”: 7500 tonn/anno di rifiuti pericolosi di trivellazione e 6500 tonn/anno di rifiuti non pericolosi, ad uso esclusivo di Enel Green Power.

La prima considerazione da fare è questa: ma le centrali geotermiche non sono rinnovabili, oltre che sostenibili ? evidentemente No, a partire dalla centrale “Larderello 2”, chiusa ed abbandonata da anni. E nemmeno riciclabile, magari perforando altri pozzi nei dintorni, segno evidente che tutto  il campo geotermico di Larderello è stato sfruttato avidamente da decenni e non è più in grado di produrre fluidi caldi. E ancor peggio, perché Enel GP deve perforare nuovi pozzi ogni anno tanto da estrarre  14.000 tonn/anno di fanghi di perforazione, sia nell’area geotermica nord (30 centrali), sia nell’area geotermica sud Amiata (5 centrali)?

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Nato e nucleare, perchè se ne parla poco ? PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Martedì 06 Febbraio 2018 12:40

Nato e nukes non sono temi elettorali

Manlio Dinucci


Il Governo, che nel periodo elettorale resta in carica per il «disbrigo degli affari correnti», sta per assumere altri vincolanti impegni nella Nato per conto dell’Italia. Saranno ufficializzati nel Consiglio Nord Atlantico, che si svolge il 14-15 febbraio a Bruxelles a livello di ministri della difesa (per l’Italia Roberta Pinotti).

L’agenda non è stata ancora comunicata. È però già scritta nella «National Defense Strategy 2018», che il segretario Usa alla Difesa Jim Mattis ha rilasciato il 19 gennaio. A differenza dei precedenti, il rapporto del Pentagono è quest’anno top secret. Ne è stato pubblicato solo un riassunto, sufficiente comunque a farci capire che cosa si prepara in Europa.

 
chiudere definitivamente Lonzi e RARI PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Sabato 03 Febbraio 2018 10:18

Medicina democratica

Chiudere definitivamente Lonzi e RARI, altro che riaprirle selettivamente.

In questi giorni stiamo assistendo ad una riapertura selettiva (per alcuni tipi di rifiuti, carta, cartoni) delle ditte inquisite con pesanti imputazioni Lonzi e RARI: fermo restando il decorso, speriamo veloce, dell’inchiesta e del processo della Magistratura, chiediamo che la politica (ad esempio la Regione) non interferisca, con forzature nel nome di una ipocrita “difesa dei lavoratori”, che andavano difesi a suo tempo dal malaffare delle dirigenze delle ditte: ad esempio  da controlli ben più stringenti di Arpat, ASL, Ispettorato del lavoro dalle nocività a cui venivano – coscienti o no- esposti come “prima linea” dalle nocività di operazioni di trattamento, vero o presunto, di rifiuti pericolosi, riversando sulla popolazione come “seconda linea” queste stesse nocività, compresi gli incendi, troppo frequenti e continuati, per poterli considerare incidenti casuali, o i percolamenti all’esterno dei recinti delle ditte. 

 
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