Scrivici







Pubblicazioni

test

test

La sinistra è finita in discarica?

La sinistra è finita in discarica?

Non ce la date a bere

Non ce la date a bere

Discarica di Scapigliato: 330 milioni di euro al Comune di Rosignano

Discarica di Scapigliato: 330 milioni di euro al Comune di Rosignano

DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012

DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012

Bulera, presentato ricorso in opposizione PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Giovedì 05 Luglio 2018 09:05

Consegnato il 3 luglio a Pisa il Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro la delibera regionale che autorizza la discarica di Bulera

E’ stato consegnato il 3.7.18 a Pisa – secondo la procedura di legge- il ricorso straordinario al Capo dello Stato ex art.  8 DPR 24.11.1971 n. 1179 da militanti di Medicina democratica e del Comitato no discarica di Bulera, per l’annullamento  del provvedimento della Giunta Regionale Toscana Delibera N 128 del 12-02-2018 avente ad oggetto: “Riprofilatura e chiusura in sicurezza della discarica Bulera con ampliamento e integrazione nel quadro paesaggistico. Il ricorso è stato notificato alla Regione Toscana, nonché al  Comune di Pomarance (PI), e alla SpA Società Chimica Larderello (SCL)

Il ricorso evidenzia  che tale delibera presenta vizi di legittimità, che ledono diritti soggettivi e interessi legittimi,  di una ampia fascia di popolazione , composta da agricoltori, gestori di agriturismi e semplici cittadini, che nel tempo hanno manifestato avversione al progetto in oggetto, anche costituendosi in “Comitato no discarica di Bulera”, manifestando tale avversione anche con una raccolta di 1275 firme su una petizione popolare, consegnata al Sindaco del Comune di Pomarance  con protocollo del Comune n. 3703 del 15.6.17, ed indirizzata anche alla Regione Toscana.

La discarica di Bulera, posta in Comune di Pomarance (PI) è una discarica privata di SCL, autorizzata negli anni, dal 1982, a ricevere rifiuti speciali anche pericolosi. Dagli stessi documenti istruttori si ricava che la discarica finora abbia accolto, anche da fuori regione,  circa 2,7 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, prevalentemente pericolosi. La discarica, posta in area collinare, non pianeggiante, è circondata da un reticolo idraulico, costituito dal botro Bulera, che la circonda su due lati, che si getta nel torrente Possera, il principale affluente del fiume Cecina, posto a circa 200 metri dalla parte più bassa della discarica. Il torrente Possera, pochi chilometri più a valle si getta nel fiume Cecina, in località Puretta, dove il gestore del Servizio Idrico integrato  ASA SpA Livorno, gestisce l’omonimo campo pozzi, che alimenta i comuni di Pomarance e Volterra di acqua destinata al consumo umano.

L’atto contro cui si ricorre, autorizza la SCL a smaltire nella discarica ulteriori 1,1 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, compreso amianto, nei prossimi 9 anni., nonostante:

1-      le evidenze di inquinamento delle acque rilevato in passato;

2-      le precedenti autorizzazioni  annunciassero la chiusura in sicurezza della discarica già molti anni fa, nel 1999 e nel 2006;

Attachments:
FileDescrizioneUploaderFile size
Download this file (Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica Bulera (Salvataggio automat)Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica Bulera (Salvataggio automat Maurizio Marchi1290 Kb
 
sono 257 i migranti morti nell'ultimo mese PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Domenica 01 Luglio 2018 09:57

sono 257 i migrati morti dall'insediamento del governo Salvini Di Maio: 256 morti in mare, tra cui molti bambini, ed uno sparato in Calabria. In allegato il monitoraggio, che prosegue.

Attachments:
FileDescrizioneUploaderFile size
Download this file (Stop migranti-cidio, basta un traghetto al 1.7.18.pdf)Stop migranti-cidio, basta un traghetto al 1.7.18.pdf Maurizio Marchi564 Kb
 
piena solidarietà con i lavoratori in CIG di Piombino PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Martedì 26 Giugno 2018 17:37

Indecorosi (e recidivi). L’Amministrazione Comunale di Piombino sequestra striscione del Coordinamento Art.1-Camping CIG

Pisorno 24giugno 2018 da Associazione Coordinamento Art.1-Camping CIG, Piombino

Ringraziamo le associazioni, le singole persone le forze politiche che ci hanno palesato la loro solidarietà e a quest’ultime, se lo riterranno, chiediamo di continuare la battaglia per la libertà di espressione nelle opportune sedi. Prima di chiudere, un’ultima notazione: ci puzza di autoritarismo e di anticostituzionalità il fatto che la libertà di espressione (sancita dalla Costituzione) sia sottomessa ad un Regolamento di Polizia e ad un qualcuno che deve dare “l’autorizzazione”.

Ma il vero problema non sta nel “mezzo” (lo striscione) ma nel “messaggio” (il contenuto dello striscione): in un momento in cui tutti dimostrano una gran fretta di firmare ogni cosa (i sindacati un verbale di riunione, che potrebbe rivelarsi un cavallo di Troia formidabile; le Amministrazioni Regionale e locale l’Accordo di Programma, che accolga tutte le richieste della multinazionale) porre dei dubbi, richiedere delle garanzie, sollecitare la trasparenza diventa un intralcio. Nel nostro striscione suggerivamo che, per ottenere la firma di qualunque atto, l’azienda dia garanzie concrete, anche in termini di penali finanziarie, nel caso di mancata realizzazione di quanto promesso. Servono impegni seri della multinazionale, garantiti pure da uno scaglionamento delle concessioni, sia nazionali che locali, da rilasciare a fronte delle concrete realizzazioni.

I sindacati tutti ci dicono che la firma apposta sul verbale di incontro non significa niente.

Ci vogliamo credere: allora apriamo un confronto serio con Jindal; non limitiamoci ad ascoltare le sue favolette, ma pretendiamo documentazioni precise, da poter fare analizzare a nostri esperti; coinvolgiamo l’Amministrazione statale affinché i finanziamenti vengano concessi a fronte di concrete realizzazioni. Idem per le Amministrazioni locali: ad esempio, le concessioni sui terreni retro-portuali vanno condizionate, nell’estensione e nella durata, a fatti verificabili. Chiediamo la proroga della vigilanza governativa fino al completamento degli investimenti. Senza una strategia di questo tipo, siamo convinti che l’impegno di Jindal sarà solo quello di far ripartire i treni di laminazione, fermando la lancetta degli occupati ai 705 da lui dichiarati per i primi 2 anni.

A chi si/ci chiede chi e cosa rappresentiamo, rispondiamo solo che, se fossimo stati ascoltati, tre anni di sofferenze e di stasi senza costrutto sarebbero stati risparmiati al territorio. Oggi speriamo che la storia non si ripeta e che qualcuno voglia ascoltare anche i “gufi” come noi.
Ultimo aggiornamento ( Martedì 26 Giugno 2018 17:47 )

 
inizia la rivoluzione dell'idrogeno ? PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Martedì 26 Giugno 2018 17:43

Tirreno PONTEDERA-EMPOLI - Lunedì 18 Giugno 2018

Pagina12/13di 40

Brevettata a Pisa, da alcuni mesi è stata messa in commercio. L'idea sviluppata da Marco Bertelli

Ecco Hydro, la prima caldaia a idrogeno

PISA La rivoluzione energetica passa da Madonna dell'Acqua. Con la messa in commercio di Hydro, la prima caldaia alimentata a idrogeno, l'azienda E. HY. Energy Hydrogen di Marco Bertelli spariglia le carte in tavola ed entra a muso duro nel campo del riscaldamento abitativo. Non solo, Hydro è anche una centrale elettrica capace di soddisfare la esigenze energetiche di un'abitazione (con picco di prelievo di 6.2 Kwp ed un prelievo costante di 5 Kwp nda), e tolti gli allacci all'acqua e al gas per il piano cottura, permette l'indipendenza dalle altre utenze. Il tutto senza emissioni nocive nell'ambiente (il ciclo della macchina è chiuso) e nel massimo della sicurezza, con la possibilità d'installazioni interne ed esterne, in completa autonomia (la caldaia si auto alimenta e non necessita di altro combustibile oltre all'idrogeno raccolto in tre bombole racchiuse nella scocca). Dopo tanti anni passati in giro per il mondo come ingegnere civile, Bertelli, pisano, classe 1957, nel 2006 ebbe l'idea di una caldaia rivoluzionaria. «Questo è il futuro - spiega -. Dopo varie sperimentazioni siamo riusciti ad ottenere il prodotto finale nel 2014 e da gennaio 2018, ottimizzata al massimo la macchina, siamo entrati in commercio». Ogni ricarica d'idrogeno permette all'utente un'autonomia di un anno. «Sì - prosegue Bertelli - questa è una delle caratteristiche più importanti di Hydro. Con una ricarica (dal valore di circa 600 euro, nda), la caldaia produce l'acqua calda, il riscaldamento e l'energia elettrica necessarie ad un appartamento medio (dagli 80 ai 150 metri quadri) per un anno. L'investimento iniziale per passare a Hydro è paragonabile a quello richiesto per l'installazione di una caldaia a pellet, con il vantaggio dell'autonomia dalla rete elettrica. «L'investimento - continua Marco Bertelli - è ammortizzato in pochi anni, ma soprattutto, Hydro permette di staccarsi dalle forniture. La nostra è una caldaia a isola, ovvero, che lavora esclusivamente in autonomia. Il risparmio, in soldoni, si attesta sui 1.200 euro per anno. Senza considerare le zero emissioni in atmosfera. Hydro non inquina, è autonoma, e può davvero cambiare radicalmente le nostre città, migliorandone la vivibilità». Cuore pulsante di Hydro è la sua cella di fusione brevettata e made in Pisa. «Con acqua distillata e idrogeno - conclude Bertelli - la nostra cella di fusione produce vapore, poi trasformato da una turbina in energia elettrica, acqua calda e riscaldamento. L'acqua di recupero poi torna in circolo ed è reimmessa nella cella di fusione, a ciclo continuo, senza dispersioni. Il nostro è un prodotto del tutto ecologico, rivoluzionario». Per info e contatti www.idrogenoverde.it o 050890949 Carlo Palotti

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 27 Giugno 2018 07:23 )
 
emigrazione forzata PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Martedì 26 Giugno 2018 17:24

Neocolonialismo e «crisi dei migranti»

Manlio Dinucci

Dagli Stati uniti all’Europa, la «crisi dei migranti» suscita accese polemiche interne e internazionali sulle politiche da adottare riguardo ai flussi migratori. Ovunque però essi vengono rappresentati secondo un cliché che capovolge la realtà: quello dei «paesi ricchi» costretti a subire la crescente pressione migratoria dai «paesi poveri».

Si nasconde la causa di fondo: il sistema economico che nel mondo permette a una ristretta minoranza di accumulare ricchezza a spese della crescente maggioranza, impoverendola e provocando così l’emigrazione forzata.

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 2 di 183