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La sinistra è finita in discarica?

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Non ce la date a bere

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Discarica di Scapigliato: 330 milioni di euro al Comune di Rosignano

Discarica di Scapigliato: 330 milioni di euro al Comune di Rosignano

DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012

DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012

in morte del grande Samir Amin PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Lunedì 20 Agosto 2018 10:29

il 12 agosto è morto a Parigi l'economista marxista egiziano Samir Amin, una delle menti più lucide ed oneste dell'intellettualità mondiale. qui sotto la sua lettura delle "primavere arabe":

 

Dal sito controlacrisi

SAMIR AMIN: 2011 LA PRIMAVERA ARABA

 

Con questo saggio Samir Amin, noto studioso del capitalismo su scala mondiale e delle dinamiche geopolitiche del mondo attuale, sistematizza le sue riflessioni oltre le
contingenze e le opinioni espresse in molti interventi, interviste, articoli ecc. che hanno accompagnato gli avvenimenti del mondo arabo dall'inizio dell'anno a oggi.
Il lungo saggio è stato ripreso dal sito di puntorosso.it dove troverete la versione in pdf a questo indirizzo http://www.puntorosso.it/saperecondiviso_samir-amin.html

Samir Amin
2011: la primavera araba
L’anno 2011 si è aperto con una serie di clamorose esplosioni di collera dei popoli arabi.
Questa primavera araba darà inizio a una seconda fase del “risveglio del mondo arabo”?
Oppure queste rivolte sono destinate a ristagnare e infine a spegnersi – come è stato il caso del primo risveglio ricordato nel mio libro L’éveil du Sud. Nella prima ipotesi, le conquiste del mondo arabo dovranno iscriversi necessariamente nel movimento teso a superare il capitalismo/imperialismo su scala mondiale. Un eventuale fallimento farebbe permanere il mondo arabo nel suo stato attuale di periferia dominata, impedendogli di diventare protagonista attivo nella costruzione del mondo.
E’ sempre rischioso parlare in generale del “mondo arabo”, ignorando perciò stesso la  diversità di condizioni oggettive che caratterizza ognuno dei paesi di quel mondo.

 
stop alle bombe sarde sullo Yemen PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Giovedì 12 Luglio 2018 16:47

Fabbrica di bombe in Sardegna

Goffredo Fofi, Nicola Villa 8 giugno 2018

 

Una guerra lontana, in Yemen, e una fabbrica in Sardegna, tra Iglesias e Domusnovas, e un comitato di venti aggregazioni territoriali, nazionali e internazionali che si batte per la riconversione dello stabilimento, per la pace e uno sviluppo diversa. Da www.gliasinirivista.orgdi giugno.

di Comitato Riconversione Rwm per la pace ed il lavoro sostenibile (Cinzia Guaita, Efisio Murcia, Marina Muscas, Teresa Piras e Arnaldo Scarpa),

incontro con Goffredo Fofi e Nicola Villa

 
petizione contro l'espansione del florovivaismo a Pistoia PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Sabato 07 Luglio 2018 17:16

a questo link si può firmare la petizione popolare

https://www.change.org/p/abc-alleanza-beni-comuni-pistoia-firma-contro-l-espansione-zone-vocate-al-vivaismo-a-pistoia?recruiter=90136649&utm_source=share_petition&utm_medium=email&utm_campaign=undefined&utm_term=372259

 

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vertice NATO a Bruxelles PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Giovedì 12 Luglio 2018 09:48

intanto la Regione Toscana si allinea all'espansione di Camp Darby (in allegato)

La Nato espandibile e sempre più costosa si allarga sull’Europa

Armi atlantiche. Oggi Trump, al vertice nella mega-sede dell’Alleanza a Bruxelles alzerà la voce: «Aumentate la spesa militare o perdo la pazienza»

Bruxelles, protesta contro il vertice della Nato che si apre oggi

© Afp-La Presse

Manlio Dinucci Il Manifesto

11.07.2018

 

Si svolge oggi e domani a Bruxelles il Summit Nato a livello di capi di stato e di governo dei 29 paesi membri, primo fra tutti il presidente americano Donald Trump che solo pochi giorni fa ha già chiesto agli alleati di aumentare la spesa per la difesa atlantica altrimenti «perde la pazienza». Il vertice conferma al massimo livello il potenziamento della struttura di comando principalmente in funzione anti-Russia. Saranno costituiti un nuovo Comando congiunto per l’Atlantico, a Norfolk negli Usa, contro «i sottomarini russi che minacciano le linee di comunicazione marittima fra Stati uniti ed Europa», e un nuovo Comando logistico, a Ulm in Germania, quale «deterrente» contro la Russia, con il compito di «muovere più rapidamente le truppe attraverso l’Europa in qualsiasi conflitto».

ENTRO IL 2020 la Nato disporrà in Europa di 30 battaglioni meccanizzati, 30 squadriglie aeree e 30 navi da combattimento, dispiegabili entro 30 giorni o meno contro la Russia. Il presidente Trump avrà così in mano carte più forti al Summit bilaterale che terrà, il 16 luglio a Helsinki, col presidente russo Putin. Da ciò che il presidente Usa stabilirà al tavolo negoziale dipenderà fondamentalmente la situazione dell’Europa.

La Nato – costituitasi nel 1949, sei anni prima del Patto di Varsavia, formalmente in base al principio difensivo stabilito dall’Articolo 5 – è stata trasformata in alleanza che, in base al «nuovo concetto strategico», impegna i paesi membri a «condurre operazioni di risposta alle crisi non previste dall’articolo 5, al di fuori del territorio dell’Alleanza». In base al nuovo concetto geostrategico, l’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico si è estesa fin sulle montagne afghane, dove la Nato è in guerra da 15 anni.

CIÒ CHE NON È cambiato, nella mutazione della Nato, è la gerarchia all’interno dell’Alleanza. È sempre il Presidente degli Stati uniti a nominare il Comandante Supremo Alleato in Europa, che è sempre un generale statunitense, mentre gli alleati si limitano a ratificare la scelta. Lo stesso avviene per gli altri comandi chiave. La supremazia Usa si è rafforzata con l’allargamento della Nato, poiché i paesi dell’Est sono legati più a Washington che a Bruxelles.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 12 Luglio 2018 10:04 )
 
salvare Villa Celestina dalla speculazione PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Sabato 07 Luglio 2018 08:06

Medicina democratica

il comune non lasci Villa Celestina , la valorizzi

l’inconsistenza politica del Comune di Rosignano è nota da tempo: si pensi solo, per restare nel settore turistico, alla sua nullità sugli scarichi a mare di Solvay, a proseguire con la tolleranza intollerabile del vecchio serbatoio di etilene  in zona archeologica a Vada, a finire con il degrado insopportabile dei casoni dell’ex Azienda agraria Solvay, che danno alla cittadina balneare di Vada  il peggior biglietto da visita. E si potrebbe continuare con il degrado dell’ex Ciucheba, con quello dell’ex biblioteca di via del Popolo, per finire con il progetto di megaparcheggio sul campo sportivo di Castiglioncello. Poche idee, ma sbagliate, si potrebbe dire riguardo alla giunta Franchi/Donati, ma anche delle immediatamente precedenti, fatte della stessa pasta.

Sembra che le idee creative non siano di casa a Rosignano, dove per tutti ha sempre “pensato” solo la Solvay, la ex mamma, e negli ultimi 30 anni la REA, con la sua discarica e i suoi soldi. E’ possibile che con circa 10 milioni di euro l’anno (molti di più negli anni passati) che arrivano al Comune da Scapigliato, ci si ritrovi a non voler pagare 70.000 euro l’anno al demanio per l’affitto di Villa Celestina ? Tanto da rischiare che il Demanio (a suo tempo “riformato” in senso privatistico proprio da ministri di area PD) la venda ad un gerarca attuale, che potrebbe trasformarla in appartamenti di lusso (vedere che cosa è stato fatto dell’ex cantiere navale di Livorno) o ben che vada in un albergo di lusso ? avremmo la chiusura del cerchio: dai gerarchi fascisti (che la costruirono) ai gerarchi attuali, che aspettano famelici per sfruttarne la posizione.

Non c’è posto nell’Italia democratica, e nell’ancora più democratica Rosignano (?) di un uso di Villa Celestina come bene comune, indisponibile alla speculazione come l’acqua ? Possibile che non si levino voci dalla società civile, dalla cultura (?), dalle opposizioni (??) in questo senso ? perché il comune non lancia un concorso di idee (visto che non ne ha) per la valorizzazione turistica non speculativa di Villa Celestina ? Perché non farne un centro di proiezione e valorizzazione del cinema che coinvolse questa parte del territorio negli anni ’60 ? ed anche un centro per  l’informazione ambientale, in cui si creda, non come il fantasma che apparve e subito scomparve dal faro demaniale di Vada qualche anno fa , ed anche dalla stessa Villa Celestina con l’invisibile Università di Pisa ?

Insomma, il Comune  di Rosignano non lasci in nessun modo Villa Celestina, ma anzi la valorizzi, come un pezzo importante della nostra storia: altrimenti con il vento di ribaltoni che tira anche in  Toscana, potremmo aspettarci perfino la vendita del castello Paquini  ….

6.7.18

 

 

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