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La sinistra è finita in discarica?

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Non ce la date a bere

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Discarica di Scapigliato: 330 milioni di euro al Comune di Rosignano

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DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012

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geotermia, i nodi al pettine PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Venerdì 02 Febbraio 2018 09:32

Geotermia speculativa e inquinante: l’inizio della fine?

di difensoridellatoscana

TG Toscana del 23-01-2018

Vengono finalmente al pettine i nodi delle critiche e delle denunce dei comitati, bollati per anni come allarmisti e terroristi.

Forse non è la vittoria finale contro la geotermia speculativa e inquinante, ma quel che sta succedendo in questo primo scorcio del 2018 fa ben sperare.

Continuano a cadere i tabù che da sempre erano considerati inviolabili:
- al Parlamento europeo, con gli emendamenti Tamburrano ed altri, si prende finalmente atto che la geotermia non è pulita per definizione e che quindi gli incentivi dovrebbero essere indirizzati verso quelle fonti che non producano danni all'ambiente (1);
- Enel Green Power di nuovo in Tribunale, stavolta come indagata, a rispondere delle emissioni in atmosfera delle centrali del Monte Amiata che utilizzano la vecchia tecnologia "flash" a rilascio libero in atmosfera (2);
- il Presidente della Regione Toscana Rossi costretto dagli eventi a rivedere la strenua difesa della geotermia "senza se e senza ma", dichiarando perfino un (falso) sostegno agli emendamenti del Parlamento europeo (3).  Riconoscendo quindi che c’è una geotermia inquinante, tanto che annuncia una imminente legge regionale che, anticipando l'Europa, «stabilisca nuovi limiti all’emissione di inquinanti e della CO2 e migliori l’inserimento degli impianti geotermici nel paesaggio che li ospita». Cioè la riduzione delle emissioni, il che conferma che fino ad oggi tali centrali hanno inquinato (!), ma pensando però di risolvere il problema chiedendo più soldi all'Enel per tacitare sindaci e territori (4). Certo che la campagna elettorale contribuisce alle sorprendenti e contraddittorie sortite del governatore Rossi;

 
geotermia, un video di Maurizio Marchi e del geologo Andrea Borgia PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Martedì 30 Gennaio 2018 11:09

Perignano 19.8.17, conferenza insieme al geologo Andrea Borgia

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 30 Gennaio 2018 16:20 )
 
tragedia Moby Prince 1991/2018 PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Giovedì 25 Gennaio 2018 09:39

Livorno, un porto ad alto rischio, tra raffineria, base militare e ingorghi di traffico

Non c'era nebbia quella sera, la petroliera era ancorata in uno specchio di mare proibito, c'erano in rada 5 navi militarizzate statunitensi in rientro dalla guerra del Golfo, i passeggeri del traghetto Moby Prince non furono soccorsi con tempestività, anche perchè il comandante della petroliera richiamò i soccorsi sulla petroliera stessa, la capitaneria di porto non disponeva di un radar, ecc, ecc.

Alleghiamo la prima parte delle risultanze della Commissione parlamentare sulla micidiale tragedia della notte tra il 10 e l'11 aprile 1991  in cui morirono 140 passeggeri e marinai del traghetto Moby Prince, davanti al porto di Livorno.

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Addio a Giacomo Bazzi, la lotta continua anche in tuo nome PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Sabato 27 Gennaio 2018 18:52

E' morto stamani Giacomo Bazzi, storico militante comunista di Livorno, che non solo si spese molto per l'unità della sinistra, ma anche per la conservazione culturale e fotografica della città comunista. Sarai sempre con noi.

con lui e pochi altri visitammo, a richiesta, la discarica di Vallin dell'Aquila il 28 settembre 2016. Alleghiamo un commento su quella visita e sulla mancata bonifica della discarica.

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Ultimo aggiornamento ( Sabato 27 Gennaio 2018 19:03 )
 
Solvay, stelline di Natale e rifiuti tossici PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Mercoledì 24 Gennaio 2018 12:01

Medicina democratica

Solvay Chimica Italia Spa intende raddoppiare il trattamento dei rifiuti tossici, nel silenzio generale

Ricordiamo innanzitutto che l’impianto Solval che Solvay intende raddoppiare è quello più vicino alle abitazioni dei “palazzoni”, lato mare rispetto all’Aurelia. Su quel bicarbonato, Solvay guadagna due volte: quando lo vende “vergine” ai vari inceneritori e quando lo riprende inquinato dagli stessi.

Solvay Chimica Italia Spa ha presentato un progetto di raddoppio da 21.000 a 50.000 tonnellate l’anno di trattamento dei prodotti sodici derivanti dal trattamento dei fumi degli inceneritori, delle centrali elettriche a carbone, degli impianti siderurgici e di altre attività ad elevato impatto. Parliamo di rifiuti con elevate contaminazioni di metalli pesanti e microinquinanti organici (tra cui possibili diossine e furani), nel caso dei residui delle centrali a carbone e degli inceneritori con il rischio di singole partite con radioattività.

I rifiuti uscenti dall’impianto dopo il trattamento sono di due tipi: 1- bicarbonato depurato che alimenta la sodiera per la produzione di altro bicarbonato di sodio, 2- e un concentrato di inquinanti tossici.

 
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