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La sinistra è finita in discarica?

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Non ce la date a bere

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Discarica di Scapigliato: 330 milioni di euro al Comune di Rosignano

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DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012

DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012

Samir Amin attivo fino all'ultimo PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Lunedì 20 Agosto 2018 10:53

Samir Amin

dal sito marx21  14 Agosto 2018 08:01 Storia, teoria e scienza - Marxismo

 

 

di Andrea Catone

Pechino, 5 Maggio 2018, grandissima sala gremita di giovani e anziani, cinesi e di tutto il mondo. Samir Amin tiene in seduta plenaria la sua conferenza per il grande convegno dedicato a Marx a 200 anni dalla nascita, organizzato dall’università cinese con oltre 330 relatori.

È l’ultima volta che lo incontro: vivace e cordiale come sempre, nulla lascia presagire che ci avrebbe lasciati entro qualche mese. Scambiamo qualche battuta sulla situazione italiana e sull’emergere di movimenti di massa reazionari, di tipo fascista, che egli osserva crescere nelle società europee come conseguenza della crisi capitalistica. Su questo egli scriveva già da alcuni anni diversi articoli e saggi, come quello pubblicato dalla Monthly Review nel 2014, “The Return of Fascism in Contemporary Capitalism”.

 
i morti di Genova PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Lunedì 20 Agosto 2018 10:40

Genova. La vita e il profitto

Di cosa ci parla il crollo del ponte

15 Agosto 2018

 


Il crollo del ponte di Genova non è un disgraziato incidente. L'unica cattiva sorte è quella che riguarda ogni vittima di questa tragedia. Il crollo di Genova è la cartina di tornasole del degrado generale delle opere pubbliche in Italia (e non solo) ad affidamento privato. È uno dei riflessi della società capitalista, dove domina il profitto, non la vita.

Ventisette concessionari, con in testa Autostrade per l'Italia (Aspi), gestiscono la rete autostradale. La grande famiglia dei Benetton, attraverso il controllo di Atlantia, ha il controllo di Aspi.

 
stop alle bombe sarde sullo Yemen PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Giovedì 12 Luglio 2018 16:47

Fabbrica di bombe in Sardegna

Goffredo Fofi, Nicola Villa 8 giugno 2018

 

Una guerra lontana, in Yemen, e una fabbrica in Sardegna, tra Iglesias e Domusnovas, e un comitato di venti aggregazioni territoriali, nazionali e internazionali che si batte per la riconversione dello stabilimento, per la pace e uno sviluppo diversa. Da www.gliasinirivista.orgdi giugno.

di Comitato Riconversione Rwm per la pace ed il lavoro sostenibile (Cinzia Guaita, Efisio Murcia, Marina Muscas, Teresa Piras e Arnaldo Scarpa),

incontro con Goffredo Fofi e Nicola Villa

 
in morte del grande Samir Amin PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Lunedì 20 Agosto 2018 10:29

il 12 agosto è morto a Parigi l'economista marxista egiziano Samir Amin, una delle menti più lucide ed oneste dell'intellettualità mondiale. qui sotto la sua lettura delle "primavere arabe":

 

Dal sito controlacrisi

SAMIR AMIN: 2011 LA PRIMAVERA ARABA

 

Con questo saggio Samir Amin, noto studioso del capitalismo su scala mondiale e delle dinamiche geopolitiche del mondo attuale, sistematizza le sue riflessioni oltre le
contingenze e le opinioni espresse in molti interventi, interviste, articoli ecc. che hanno accompagnato gli avvenimenti del mondo arabo dall'inizio dell'anno a oggi.
Il lungo saggio è stato ripreso dal sito di puntorosso.it dove troverete la versione in pdf a questo indirizzo http://www.puntorosso.it/saperecondiviso_samir-amin.html

Samir Amin
2011: la primavera araba
L’anno 2011 si è aperto con una serie di clamorose esplosioni di collera dei popoli arabi.
Questa primavera araba darà inizio a una seconda fase del “risveglio del mondo arabo”?
Oppure queste rivolte sono destinate a ristagnare e infine a spegnersi – come è stato il caso del primo risveglio ricordato nel mio libro L’éveil du Sud. Nella prima ipotesi, le conquiste del mondo arabo dovranno iscriversi necessariamente nel movimento teso a superare il capitalismo/imperialismo su scala mondiale. Un eventuale fallimento farebbe permanere il mondo arabo nel suo stato attuale di periferia dominata, impedendogli di diventare protagonista attivo nella costruzione del mondo.
E’ sempre rischioso parlare in generale del “mondo arabo”, ignorando perciò stesso la  diversità di condizioni oggettive che caratterizza ognuno dei paesi di quel mondo.

 
vertice NATO a Bruxelles PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Giovedì 12 Luglio 2018 09:48

intanto la Regione Toscana si allinea all'espansione di Camp Darby (in allegato)

La Nato espandibile e sempre più costosa si allarga sull’Europa

Armi atlantiche. Oggi Trump, al vertice nella mega-sede dell’Alleanza a Bruxelles alzerà la voce: «Aumentate la spesa militare o perdo la pazienza»

Bruxelles, protesta contro il vertice della Nato che si apre oggi

© Afp-La Presse

Manlio Dinucci Il Manifesto

11.07.2018

 

Si svolge oggi e domani a Bruxelles il Summit Nato a livello di capi di stato e di governo dei 29 paesi membri, primo fra tutti il presidente americano Donald Trump che solo pochi giorni fa ha già chiesto agli alleati di aumentare la spesa per la difesa atlantica altrimenti «perde la pazienza». Il vertice conferma al massimo livello il potenziamento della struttura di comando principalmente in funzione anti-Russia. Saranno costituiti un nuovo Comando congiunto per l’Atlantico, a Norfolk negli Usa, contro «i sottomarini russi che minacciano le linee di comunicazione marittima fra Stati uniti ed Europa», e un nuovo Comando logistico, a Ulm in Germania, quale «deterrente» contro la Russia, con il compito di «muovere più rapidamente le truppe attraverso l’Europa in qualsiasi conflitto».

ENTRO IL 2020 la Nato disporrà in Europa di 30 battaglioni meccanizzati, 30 squadriglie aeree e 30 navi da combattimento, dispiegabili entro 30 giorni o meno contro la Russia. Il presidente Trump avrà così in mano carte più forti al Summit bilaterale che terrà, il 16 luglio a Helsinki, col presidente russo Putin. Da ciò che il presidente Usa stabilirà al tavolo negoziale dipenderà fondamentalmente la situazione dell’Europa.

La Nato – costituitasi nel 1949, sei anni prima del Patto di Varsavia, formalmente in base al principio difensivo stabilito dall’Articolo 5 – è stata trasformata in alleanza che, in base al «nuovo concetto strategico», impegna i paesi membri a «condurre operazioni di risposta alle crisi non previste dall’articolo 5, al di fuori del territorio dell’Alleanza». In base al nuovo concetto geostrategico, l’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico si è estesa fin sulle montagne afghane, dove la Nato è in guerra da 15 anni.

CIÒ CHE NON È cambiato, nella mutazione della Nato, è la gerarchia all’interno dell’Alleanza. È sempre il Presidente degli Stati uniti a nominare il Comandante Supremo Alleato in Europa, che è sempre un generale statunitense, mentre gli alleati si limitano a ratificare la scelta. Lo stesso avviene per gli altri comandi chiave. La supremazia Usa si è rafforzata con l’allargamento della Nato, poiché i paesi dell’Est sono legati più a Washington che a Bruxelles.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 12 Luglio 2018 10:04 )
 
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