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La sinistra è finita in discarica?

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Non ce la date a bere

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Discarica di Scapigliato: 330 milioni di euro al Comune di Rosignano

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DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012

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sulla Siria, grandi balle e missili PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Giovedì 19 Aprile 2018 09:33

Falsi made in Usa e bugie made in Italy

Manlio Dinucci

 

Per motivare la guerra del 2003, gli Usa accusarono l’Iraq di possedere armi di distruzione di massa: il segretario di stato Colin Powell presentò all’Onu una serie di «prove» risultate poi false, come ha dovuto ammettere lui stesso nel 2016.

«Prove» analoghe vengono oggi esibite per motivare  l’attacco alla Siria effettuato da Stati uniti, Gran Bretagna e Francia. Il generale Kenneth McKenzie,  Joint Staff Director del Pentagono, ha presentato il 14 aprile una relazione, corredata da foto satellitari, sul Centro di ricerca e sviluppo Barzah a Damasco, definendolo «il cuore del programma delle armi chimiche siriane».

Il Centro, che costituiva il principale obiettivo, è stato attaccato con 76 missili da crociera (57 Tomahawk lanciati da navi e sottomarini e 19 Jassm da aerei). L’obiettivo è stato distrutto, ha annunciato il generale, «riportando indietro di anni il programma delle armi chimiche siriane».

 
occhi aperti sulla raffineria di Livorno PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Mercoledì 18 Aprile 2018 14:50

Si evidenzia il disastro ambientale

In questo lavoro del 2009, frutto di visura di atti e di documentazione ENI, ci concentreremo su questo aspetto.Il documento è ancora del tutto valido, in quanto nel frattempo ENI non ha fatto quasi niente per la bonifica, salvo i pompaggi per la cosidetta bonifica delle falde superficiali.

Già conosciuto da decenni dalle autorità e dai lavoratori, il disastro ambientale della raffineria si ufficializza  con la dichiarazione di Livorno quale sito di interesse nazionale per la bonifica (SIN), ad alto rischio industriale nel 1998  (legge 426/98)

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MD scrive alla Regione: chiudere la geotermia, aprire all'idrogeno PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Lunedì 16 Aprile 2018 09:30

Alla Commissione istituzionale per la ripresa economico-sociale della Toscana costiera

Al Presidente della Commissione Antonio Mazzeo

A tutti i consiglieri regionali della Commissione

 

Oggetto: analisi del declino dell’industria chimica e petrolifera nella provincia di Livorno, proposta per un rilancio della buona industria, della buona energia e della buona occupazione, con la scelta dell’idrogeno.

 

Come si legge nel primo dei due documenti allegati, l’industria chimica e petrolifera della Provincia di Livorno, sta declinando, a parità di alto impatto ambientale, come restituzione occupazionale e sociale, senza che vi siano prospettive di rilancio, in assenza di una diversificazione produttiva, che si prospetta nel secondo dei due documenti.

Addirittura sulla raffineria ENI di Livorno si addensano nubi minacciose di chiusura e trasformazione in semplice deposito carburanti, prospettiva che se realizzata getterebbe nella disperazione oltre 300 lavoratori. La Regione deve assolutamente prevenire questa prospettiva minacciosa, tanto più nel quadro dei lavori della Commissione in indirizzo, cha ha per scopo “la ripresa economico-sociale della Toscana costiera”.

D’altra parte si evidenzia sempre più quanto la geotermia, né rinnovabile né sostenibile, per le enormi emissioni di sostanze tossiche, non sia adeguata a fornire  energia pulita e rinnovabile, rivelandosi sempre più chiaramente come un settore da abbandonare e riconvertire.

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un breve e significativo film sulla geotermia PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Lunedì 16 Aprile 2018 09:45

 

film La geotermia elettrica industriale.mp4 <https://drive.google.com/file/d/1QVVRagoeEJDiNbVqmhvoZcni2hO2eyyF/view?usp=drive_web>

per approfondire, si legga il libro di Maurizio Marchi "Gli effetti sulla salute della geotermia toscana", marzo 2018, acquistabile a prezzo di costo qui

https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/medicina-e-salute/388530/gli-effetti-sulla-salute-della-geotermia-toscana/

 

 

 

 

 
100 missili occidentali sulla Siria PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Domenica 15 Aprile 2018 11:18

PORTARE L’ITALIA FUORI

DAL SISTEMA DI GUERRA

FINCHE’ SIAMO IN TEMPO

 

L’attacco missilistico condotto da Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia contro la Repubblica Araba Siriana, Stato sovrano membro delle Nazioni Unite, viola ogni più elementare norma del diritto internazionale.

È un crimine di guerra compiuto dagli aggressori in base a un’accusa, rivolta al Governo siriano, rivelatasi falsa. Vi sono prove inconfutabili che l’attacco chimico a Duma è stato una messa in scena organizzata dai servizi segreti occidentali. Non a caso Stati uniti, Gran Bretagna a Francia hanno lanciato i missili contro la Siria nel momento in cui stavano arrivando gli ispettori Onu.

L’Italia, anche se non ha direttamente partecipato all’aggressione come invece ha fatto nel 2011 contro la Libia, ne condivide la responsabilità. L’operazione bellica è stata diretta e supportata dai comandi e dalle basi Usa/Nato in Italia.

La Nato, di cui l’Italia è paese membro, ha ufficialmente dichiarato il proprio appoggio a questa azione bellica effettuata dalle tre maggiori potenze dell’Alleanza.

Non si sa ancora quali saranno le conseguenze di questo atto di guerra, compiuto volutamente contro la Russia intervenuta a sostegno della Repubblica Araba Siriana, Stato che Usa e Nato vogliono demolire come hanno già fatto sette anni fa con quello libico.

È comunque certo che, proseguendo lungo questa via, si va alla catastrofe.

Che fare? In Italia non c’è che un modo per contribuire a disinnescare questa disastrosa escalation: rifiutare che il nostro territorio nazionale sia usato quale una sorta di portaerei per le guerre Usa/Nato nel Mediterraneo.

Occorre per questo battersi perché il nostro territorio nazionale sia liberato dalla presenza di comandi e basi anche nucleari Usa/Nato; perché l’Italia, in base all’Articolo 11 della propria Costituzione, esca da questo sistema di guerra.

Per fare questo non c’è che un modo: uscire dalla Nato assumendo lo status di Paese sovrano e neutrale.

COMITATO NO GUERRA NO NATO

 

 
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