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La sinistra è finita in discarica?

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Non ce la date a bere

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Discarica di Scapigliato: 330 milioni di euro al Comune di Rosignano

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DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012

DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012

SOLVAY, UN ACCORDO DI PROGRAMMA ALTERNATIVO PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Venerdì 24 Agosto 2012 11:16

QUESTA PROPOSTA DI ACCORDO E' STATA INVIATA A FINE GIUGNO 2012 A TUTTI I CONSIGLI COMUNALI, PROVINCIALI E REGIONALE, PRIMA CHE SOLVAY ED ISTITUZIONI  FACCIANO UN ACCORDO AL RIBASSO SULLA NOSTRA PELLE :

ACCORDO DI PROGRAMMA ALTERNATIVO SU SOLVAY
PROPOSTO DAL COMITATO BENI COMUNI VAL DI CECINA,
DA ADOTTARE DA PARTE DELLE ISTITUZIONI COINVOLTE E DA SOLVAY


PUNTO 1 Debito ecologico-sociale per dissesti da estrazioni minerarie
La Solvay di Rosignano ha contratto un debito ecologico-sociale, quantificabile in 100 debiti, per il gravissimo impatto delle estrazioni di salgemma dalla Val di Cecina dal 1918 ad oggi, consistente in enormi consumi d’acqua, sparizioni di ancor più rilevanti ed incalcolabili quantitativi d’acqua nel sottosuolo (Studi del geologo del CNR Sebastiano Vittorini) , distruzione dell’ecosistema del fiume Cecina, scadimento della qualità della risorsa acqua a fini potabili, estese subsidenze anche fuori dalle concessioni minerarie, formazione di decine di laghetti salati nei camini di collasso, (Studi prof. Mario Pinna ed altri) ecc. Queste pratiche vanno sanzionate ed interrotte.
 

PUNTO 2 Debito ecologico-sociale per spreco prolungato di salgemma
La Solvay di Rosignano ha contratto un debito ecologico-sociale, quantificabile in 40 debiti, per aver sprecato – a causa dell’arretratezza dei suoi impianti di Rosignano – ben un terzo del sale estratto, gettandolo in mare dopo la parziale utilizzazione ( Dichiarazione PRTR Solvay resa al Ministero dell’ambiente 29.4.11 per il 2010). Dato che il salgemma della Val di Cecina è un bene comune, purissimo e limitato, questa pratica va sanzionata ed interrotta.

 
DISASTRO DI SANTA LUCE, SOLVAY FACCIA IL DISSALATORE PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Venerdì 24 Agosto 2012 11:09

Basta con il monopolio Solvay sull’acqua. Dopo Santa Luce, si faccia il dissalatore

 Il disastro del lago di Santa Luce, annunciato dal Comitato e da Medicina democratica dai primi di marzo, è solo l’ultimo atto, certo molto clamoroso, della lunga tragedia che stravolge la Val di Cecina da molti decenni:  Solvay monopolizza l’acqua dolce in una vasta area che va dall’ex lago di SL ai laghetti Magona, a decine di pozzi nella val di Fine e nella Val di Cecina, fin nella pianura costiera.

In questi ultimi mesi Solvay ha continuato a far defluire  consistenti quantità d’acqua dall’ormai esangue lago di SL, ufficialmente per mantenere il minimo deflusso vitale del  povero fiume, ma in realtà per alimentare i suoi pozzi a valle, fino alla Marmentana e alle Morelline, alle porte dello stabilimento.

In Val di Cecina la situazione- se possibile – è ancora peggiore, perchè agli storici enormi prelievi Solvay (65 pozzi su un’ottantina di portata rilevante) si aggiungono quelli della geotermia e le incalcolabili perdite sotterranee dovute alle estrazioni di salgemma e alle perforazioni geotermiche.

La voracità di Solvay e la subalternità delle istituzioni stanno mettendo in ginocchio l’economia di tutta la zona, dall’agricoltura al turismo, con danni economici e di immagine forse irreparabili.

Il Rapporto Cheli-Luzzati dell’UNIPISA, tenuto nei cassetti per oltre due anni, lo afferma chiaramente:  Solvay si è ridotta a  dare solo l’1/2% del reddito sul territorio, prendendosi  il  48% della risorsa acqua.

Questa cronica situazione a danno della popolazione si è aggravata (ma solo aggravata, perché preesistente)  con i cambiamenti climatici, la minore piovosità e l’aumento delle temperature e dell’evaporazione. Un motivo in più per dire a Solvay che occorre con urgenza cambiare strada: Solvay si sganci  dallo sfruttamento del salgemma in Val di Cecina (il cuore di tutti i problemi idrici) e ricavi  acqua e sale dal mare. Questo rivendica il Programma alternativo che abbiamo inviato due mesi fa alla Regione e a tutti i comuni, partendo dal debito ecologico-sociale che Solvay ha accumulato in decenni di sfruttamento del  territorio, a danno della salute della popolazione.

Programma alternativo  a quello perdente e cieco che stanno preparando  con Solvay in Regione, per regalare alla multinazionale acqua e sale per i prossimi trent’anni. Ladro è tanto chi ruba, quanto chi para il sacco.

23.8.12       Comitato Beni Comuni VAL DI CECINA                       Medicina democratica

 
COME STANNO DAVVERO LE COSE IN SIRIA PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Martedì 03 Luglio 2012 09:47

MANIFESTO 3.7.12

Da che pulpito viene la predica   

Manlio Dinucci

 

«Profondamente preoccupati per l’intensificazione della violenza», che rischia di allargare il conflitto a dimensioni regionali, chiedono con fermezza «la cessazione della violenza armata in tutte le sue forme». Chi sono i non-violenti? I membri del Gruppo di azione per la Siria che, riunitisi a Ginevra il 30 giugno, hanno emesso un comunicato finale.

Alla testa dei non-violenti vi sono gli Stati uniti, registi dell’operazione bellica con cui, dopo la distruzione dello stato libico, tentano di smantellare anche quello siriano. Agenti della Cia, scrive il New York Times, operano segretamente nella Turchia meridionale, reclutando e armando i gruppi che combattono il governo siriano. Attraverso una rete ombra transfrontaliera, in cui opera anche il Mossad, essi ricevono fucili automatici, munizioni, razzi anticarro, esplosivi. Con un video su YouTube, mostrano come sanno ben usarli: un camion civile, mentre passa accanto a un magazzino, viene distrutto dall’esplosione di un potente ordigno telecomandato.

 
ALTO RISCHIO SOLVAY PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Venerdì 06 Luglio 2012 11:31

Grosso incendio ai clorometani, il solito silenzio omertoso

Sappiamo da testimoni oculari che nei giorni scorsi (probabilmente lunedi  25 giugno) verso le 10 si è scatenato un grosso incendio all’impianto clorometani della Solvay di Rosignano, uno dei più vecchi  e pericolosi, con accanto la sfera esplosiva di idrogeno. Fiamme e fumo nero sono divampati per diversi minuti prima che scattasse l’allarme, e che gli schiumogeni spengessero l’incendio.

Si è rischiato ben di peggio , ad esempio un’esplosione devastante ? qualche lavoratore è rimasto intossicato ? è un caso che simili fatti avvengano in uno degli impianti più vecchi  e pericolosi ?

Si coglierà l’occasione del grave pericolo corso per chiudere finalmente questo vecchio impianto che produce ancora (“come coda di produzione” precisa Solvay) il tetracloruro di carbonio, cancerogeno e sostanza nociva alla fascia di ozono, e come tale  fuorilegge dal 1993, con l’entrata in vigore della Legge 549, approvata dopo il Protocollo di Montreal del 1987 ?

Domande che rivolgiamo al Sindaco e all’Arpat, nonostante abbiano dato pessima prova di sé proprio recentemente, a proposito dell’arsenico e della nocività delle spiagge bianche.

Anche gli incendi di impianti ad alto rischio sono normali e richiedono silenzio assoluto ?

6.7.12

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Dal sito del Comune di Rosignano Marittimo  2009

A DISPOSIZIONE DELLA CITTADINANZA LE SCHEDE AGGIORNATE RELATIVE AI "GRANDI RISCHI" DELLE SOCIETA' SOLVAY E INNOVENE

 
richiesta di rimborso su bollette ASA PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Venerdì 29 Giugno 2012 12:08

Mentre altri ne parlano, noi facciamolo: CHIEDIAMO IL RIMBORSO AD ASA DI QUANTO CI DEVONO DAL LUGLIO 2011 PER EFFETTO DEL REFERENDUM CHE ABBIAMO VINTO.

SI PUO' RIEMPIRE QUESTO MODULO, CON IL CODICE CLIENTE, FIRMARLO E MANDARLO PER e-mail a

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . CHI NON CI RIESCE, MANDI SOLO UN MESSAGGIO. Faremo una raccomandata collettiva.

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R.R.R.                                Spett.le Ente Gestore   ASA Spa via del gasometro  9  57122  LIVORNO

                                            Spett.le Autorità di Ambito Territoriale 

                                                               N . 5 TOSCANA COSTA VIALE CARDUCCI 112  LIVORNO

                                                 Spett.le Sindaco del Comune di

                                                                                       .........................................

OGGETTO: RECLAMO/ISTANZA DI RIMBORSO

Decurtazione dell'importo corrispondente alla remunerazione del capitale investito - Adesione alla campagna di “obbedienza civile”  per l'attuazione del referendum .

Il/la sottoscritto/a____________________________________, nato/a il ______________________________________

a______________________________ residente in ______________________________________________________

___________________________________________________________

Utente del Servizio Idrico integrato (Nome Aato)  5 TOSCANA COSTA,  

Codice Cliente n.__________C.F.__________________

PREMESSO

-che con D.P.R. del 23.03.2011 (in G.U. n.77, del 04.04.2011), è stato indetto referendum popolare avente ad oggetto l’abrogazione parziale dell’art. 154, del D.L.vo 3 aprile 2006, n.152, in materia di determinazione della tariffa del servizio idrico integrato; 

-che in esito al detto referendum il comma 1 dell’art. 154, del D.L.vo 3 aprile 2006, n.152, è abrogato limitatamente alle seguente parte:  “ dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito ”;

-che con D.P.R. n.116, del 18.07.2011, pubblicato in G. U n.167, del 20.07.2011, si è stabilito che l’abrogazione suddetta ha effetto a decorrere dal giorno successivo a quello della pubblicazione del Decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana;

-che pertanto a far data dal 21 luglio 2011 la suddetta norma é a tutti gli effetti abrogata;

-che la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 26/2011, nel dichiarare l’ammissibilità del referendum, ha precisato che “la normativa residua è immediatamente applicabile” e  “non presenta elementi di contraddittorietà”;

-che pertanto, dal 21 luglio 2011, codesta società non ha più titolo per esigere l'importo della tariffa corrispondente alla remunerazione del capitale investito (pari al 7%);

-che ciò malgrado, nelle fatture pervenute allo scrivente successivamente a tale data non risulta essere stato dedotto l’importo corrispondente alla remunerazione del capitale investito; 

-che lo scrivente, in obbedienza al dato normativo, intende dare esecuzione all’esito referendario;

P.Q.M.

- Avanza formale reclamo avverso le fatture che contengono e conterranno le quote relative alla remunerazione del capitale;

- chiede che venga eliminata dalle fatture emesse dalla vostra società la quota di remunerazione del capitale investito, pari al 7%  (O QUANTO SIA)  del corrispettivo dovuto per i servizi di acquedotto, fognatura e depurazione avvisando che la stessa costituisce una pratica commerciale scorretta ai sensi di quanto previsto dal d.lgs. n. 206/2005 (c.d. Codice del consumo);

- contestualmente chiede che codesta società provveda a rimborsare al medesimo, entro trenta giorni dalla presente, quanto già da questi indebitamente corrisposto a titolo di remunerazione del capitale investito, con riguardo al periodo successivo al 20.07.2011. A tale proposito la presente costituisce comunicazione idonea ad interrompere i termini di prescrizione relativamente alle predette somme già indebitamente percepite da codesta società, rispetto alle quali lo scrivente si riserva di promuovere autonoma azione legale di ripetizione dell'indebito;

-con riserva, in difetto, di agire senza ulteriore preavviso nelle competenti sedi giudiziarie ordinarie e amministrative.

Distinti saluti.

Luogo e data _____________________________________                  Firma __________________________________

 
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