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La sinistra è finita in discarica?

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Non ce la date a bere

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Discarica di Scapigliato: 330 milioni di euro al Comune di Rosignano

Discarica di Scapigliato: 330 milioni di euro al Comune di Rosignano

DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012

DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012

MD denuncia Comune di Rosignano PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Giovedì 10 Marzo 2011 07:59

MD denuncia il comune di Rosignano:  fornisce materiali tossici

 Alcuni cittadini, tra cui esponenti di MD, hanno presentato un aggiornamento all’esposto-denuncia già avanzato nel novembre scorso alla Procura della Repubblica contro l’ampliamento delle cave di gabbriccio, contenente amianto e cromo, e il suo uso.

Ora vengono segnalati alla Magistratura fatti nuovi: 1- i risultati dello Studio epidemiologico del CNR di Pisa (febbraio 2009, ma conosciuto dagli esponenti solo nel dicembre scorso), coinvolgente 15 comuni della Bassa e dell’Alta Val di Cecina (definita “area cromo”) da cui risultano 622 morti in più rispetto agli attesi, per gli effetti del cromo esavalente ed altri inquinanti, e da cui risulta che la presenza di cromo nei pozzi è dovuta alla movimentazione di  rocce ofiolitiche, appunto il gabbriccio.

 
Lettera di 165 medici della Valdera contro il gassi-inceneritore di Pontedera PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Giovedì 10 Marzo 2011 07:51

Lettera dei medici della Valdera

Pubblichiamo la lettera inviata agli amministratori da 165  medici del nostro territorio, riguardante i pericoli derivanti dall'incenerimento dei rifiuti.

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Al Presidente della Provincia di Pisa ed ai Signori Sindaci

Con questa lettera intendiamo rivolgere a tutti Voi un caloroso appello per un’ulteriore, opportuna riflessione sul problema dell'impianto di trattamento termico dei rifiuti, presentato con il nome di dissociatore molecolare o DM-Energy, che si vorrebbe costruire alla periferia della città di Pontedera in loc. Gello.

Visto il rinvio del progetto, ancora per un anno, avrete più tempo per valutare quale possa essere l'impatto sanitario degli impianti di incenerimento e impostare un piano di gestione dei rifiuti che comprenda alternative che non mettano a rischio la salute dei vostri cittadini.

 Pur non essendo competenti in campo impiantistico, sappiamo infatti che, sulla base della legislazione vigente, impianti di questo tipo sono da considerare impianti di incenerimento a tutti gli effetti. D'altra parte, in linea del tutto generale, si tratta di impianti caratterizzati dallo stesso tipo di materiali in ingresso - i rifiuti – e dallo stesso tipo di prodotti in uscita al termine del trattamento: scorie, ceneri pesanti, ceneri volatili, residui del trattamento dei fumi ed emissioni in atmosfera di materiale particolato e di gas.

 Pertanto, in assenza di prova contraria, che d'altra parte non può esistere trattandosi di impianti sostanzialmente sperimentali, dobbiamo presumere che gli effetti sulla salute della popolazione siano analoghi a quelli conosciuti per gli inceneritori propriamente detti.

 

 
RICONVERTIRE LA RAFFINERIA DI LIVORNO PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Martedì 22 Febbraio 2011 07:03

Mentre aspettiamo l'Autorizzazione integrata ambientale della Centrale Enipower di Livorno (il cuore della raffineria), è utile vedere in quali condizioni è il sito di Livorno, nell'allegato "Occhi aperti sulla raffineria (1° parte).

 

“Un progetto alternativo per la raffineria

Convertire la produzione per salvare occupazione e salute

 Si era notato già un paio d’anni fa un calo di produzione della raffineria di Livorno, nell’ambito del dibattito sul “picco del petrolio”, poi della trattativa con il finanziere Klesch.

Questi segnali si sono intensificati all’inizio del 2010, quando la stessa Unione petrolifera (l’associazione degli industriali del petrolio) ha prospettato esplicitamente la chiusura di 3 o 4 raffinerie in Italia, con la perdita di circa 7000/7500 posti di lavoro.Il problema di fondo sembra essere proprio quello che si ammette solo tra le righe: il petrolio sta finendo, il prezzo schizzerà di nuovo molto in alto, resteranno aperte solo le raffinerie più vicine ai pozzi di estrazione o quelle più vicine ai grandi centri di consumo. Livorno non sembra rientrare né nel primo genere, né nel secondo. Se si tira a campare, sembra solo un prender tempo per evitare di affrontare l’immensa bonifica del sito inquinato, e possibilmente scaricarla su un compratore.

 

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 04 Marzo 2011 08:31 )
 
dopo 5 anni arriva l'autorizzazione ad ENI Livorno PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Martedì 22 Febbraio 2011 07:56

Dopo cinque anni dalla domanda (31.7.2006) la centrale Enipower di Livorno (il cuore della raffineria) ha ottenuto l'AIA il 25.1.2011. Lentezze burocratiche o problemucci di insostenibilità ?

LANCIARE SUBITO UN VASTO PROGRAMMA DI RICONVERSIONE DELLA RAFFINERIA, VERSO LE ENERGIE RINNOVABILI E LA FILIERA DELL'IDROGENO, PER NON FARE TROVARE I LAVORATORI SULLA STRADA TRA POCHI ANNI, E PER DIFENDERE LA SALUTE A LIVORNO.

Il decreto di AIA qui sotto allegato.

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 22 Febbraio 2011 08:14 )
 
Secondo il rapporto 124 dell'ONU Unep 1999/2002, due dei 15 luoghi costieri più inquinati d'Italia sono Rosignano e Livorno. (vedi pag. 47) PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Venerdì 18 Febbraio 2011 20:11
Secondo il rapporto 124 dell'ONU Unep 1999/2002, due dei 15 luoghi costieri
più inquinati d'Italia sono Rosignano e Livorno. (vedi pag. 47)

Due delle sette "aree sensibili" all'inquinamento sono l'Elba e la Meloria
(pag. 66)

Leggi qui sotto tutto il rapporto in francese.
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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 18 Febbraio 2011 21:05 )
 
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