Discarica di Scapigliato: 330 milioni di euro al Comune di Rosignano
DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012
infuocata assemblea su Scapigliato il 14 marzo
Scritto da Maurizio Marchi
Venerdì 15 Marzo 2019 11:49
Avrebbe voluto essere una iniziativa propagandistica di REA sulla "Fabbrica del futuro" a Scapigliato, si è rivelata un autogoal clamoroso: sala piena in Piazza del Mercato a Rosignano Solvay, ma solo di persone con striscioni e cartelli che protestavano, dopo l'autorizzazione data dalla Regione Toscana per i prossimi 14 anni, per ricevere altri 3,3 milioni di mc di rifiuti, per l'80% speciali industriali, biodigestore (molto odorigeno) per 90.000 tonn. di umido, e megafossa per 112.000 mc di amianto.
Dopo un filmato di una quarantina di minuti in cui l'anziano proprietario terriero Sampaolesi ha ripercorso la crescita e il declino della propria azienda di allevamento di pollame ed uova "La fattoria della Madonnina" (il famoso uovo di Scapigliato), ed i patetici tentativi di convertire l'azienda in ricezione turistica dopo l'impianto della discarica (1982), che infine "si è piegato" alla volontà di REA e del Comune, vendendo tutto (terreni e fabbricati) per la modica cifra di 3 milioni di euro ... dopo di lui sono intervenuti un paio di ricercatori del CNR (immancabili), che si sono spesi sull'"economia circolare" e il recupero dei materiali, che in un edificio della ex Madonnina farebbero un centro di ricerca. Nei terreni acquistati da REA per costituire una zona "di rispetto" (di che ?) un promotore di Pistoia ha abbozzato una proposta per fare un polo vivaistico di piante ornamentali ( gli ho personalmente ricordato il recente Rapporto Arpat sull'impatto devastante sulle acque del florovivaismo a Pistoia, che non conosceva, ma vah ....), e un altro per farvi serre per ortocoltura da riscaldare con il biogas da discarica (gli ho personalmente ricordato le serre (geotermiche) di Bulera, in abbandono da decenni), insomma per produrre pomodori e melanzane d'inverno o simili.
Nel complesso un bell'esempio di economia circolare, che si materializza solo nelle teste malate dei quadri intermedi della società e del PD. Sarà dura spazzare via tutto questo ciarpame, ma possiamo riuscirci. Alla fotografa di ISTORECO, ho ricordato che i partigiani di oggi, siamo noi. Chi ha foto della sala in ebollizione, le metta a disposizione, "rispondendo a tutti" grazie. Marcello Bongi del comitato antidiscarica ha ribadito le ragioni del comitato: la zona ha già dato.
porto nucleare a Livorno, piano di emergenza e informazione della popolazione
Scritto da Maurizio Marchi
Venerdì 15 Marzo 2019 11:23
Approvata all'unanimità dal Consiglio regionale toscano la mozione presentata da Fattori e Sarti (SI), Gazzetti (PD) e Monica Pecori (Toscana per tutti) sul Piano di emergenza nucleare per il naviglio e le armi all'uranio impoverito nel Porto di Livorno, e l'informazione della popolazione esposta a rischio in caso di incidente.
Aspettiamo ora atti concreti da parte della Prefettura e del Comune di Livorno.
Sale alle stelle il prezzo della «protezione» Usa
Manlio Dinucci
A pretendere il pizzo in cambio di «protezione» non è solo la mafia. «I paesi ricchi che stiamo proteggendo – ha avvertito minacciosamente Trump in un discorso al Pentagono  – sono tutti avvisati: dovranno pagare la nostra protezione».
Il presidente Trump  – rivela Bloomberg – sta per presentare il piano «Cost Plus 50» che stabilisce il seguente criterio: i paesi alleati che ospitano forze Usa sul proprio territorio ne dovranno coprire interamente il costo e pagare agli Usa un ulteriore 50% in cambio del  «privilegio» di ospitarle ed essere così da loro «protetti».
Il piano prevede che i paesi ospitanti paghino anche gli stipendi dei militari Usa e i costi di gestione degli aerei e delle navi da guerra che gli Stati uniti tengono in questi paesi.
L’Italia dovrebbe quindi pagare non solo gli stipendi di circa 12.000 militari Usa qui di stanza, ma anche i costi di gestione dei caccia F-16 e degli altri aerei schierati dagli Usa ad Aviano e Sigonella e i costi della Sesta Flotta basata a Gaeta.
Secondo lo stesso criterio dovremmo pagare anche la gestione di Camp Darby, il più grande arsenale Usa fuori dalla madrepatria, e la manutenzione delle bombe nucleari Usa dislocate ad Aviano e Ghedi.
Secondo uno studio della Rand Corporation, i paesi europei della Nato si addossano in media il 34%  dei costi delle forze e basi Usa presenti sui loro territori. Non si sa però quale sia l’importo annuo che essi pagano agli Usa: l’unica stima – 2,5 miliardi di dollari – risale a 17 anni fa.
È dunque segreta anche la cifra pagata dall’Italia. Se ne conoscono solo alcune voci: ad esempio decine di milioni di euro per adeguare gli aeroporti di Aviano e Ghedi ai caccia statunitensi F-35 e alle nuove bombe nucleari B61-12 che gli Usa cominceranno a schierare in Italia nel 2020, e circa 100 milioni per lavori alla stazione aeronavale statunitense di Sigonella, a carico anche dell’Italia.
A Sigonella viene finanziata esclusivamente dagli Usa solo la Nas I, l’area amministrativa e ricreativa, mentre la Nas II, quella dei reparti operativi e quindi la più costosa, è finanziata dalla Nato, ossia anche dall’Italia.
È comunque certo – prevede un ricercatore della Rand Corp. – che con il piano «Cost Plus 50» i costi per gli alleati «schizzeranno alle stelle». Si parla di un aumento del 600%.
Essi si aggiungeranno alla spesa militare, che in Italia ammonta a circa 70 milioni di euro al giorno, destinati a salire a circa 100 secondo gli impegni assunti dai governi italiani in sede Nato. Si tratta di denaro pubblico, che esce dalle nostre tasche, sottratto a investimenti produttivi e spese sociali.
È possibile però che l’Italia possa pagare meno per le forze e basi Usa dislocate sul suo territorio. Il piano «Cost Plus 50»  prevede infatti uno «sconto per buon comportamento» a favore degli «alleati che si allineano strettamente con gli Stati uniti, facendo ciò che essi chiedono».
Essendo queste bersaglio di una possibile ritorsione, avremo bisogno come «protezione» di altre forze e basi Usa. Le dovremo pagare noi, ma sempre con lo sconto.
(il manifesto, 12 marzo 2019)
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La situazione sanitaria a Casciana Terme-Lari, tra discariche e termalismo
Scritto da Maurizio Marchi
Martedì 12 Marzo 2019 12:09
il sunto del Profilo di salute nel Comune stilato da ARS, ed altre informazioni sulle nocività nella zona, in allegato