Una guerra lontana, in Yemen, e una fabbrica in Sardegna, tra Iglesias e Domusnovas, e un comitato di venti aggregazioni territoriali, nazionali e internazionali che si batte per la riconversione dello stabilimento, per la pace e uno sviluppo diversa. Da www.gliasinirivista.orgdi giugno.
di Comitato Riconversione Rwm per la pace ed il lavoro sostenibile (Cinzia Guaita, Efisio Murcia, Marina Muscas, Teresa Piras e Arnaldo Scarpa),
Si svolge oggi e domani a Bruxelles il Summit Nato a livello di capi di stato e di governo dei 29 paesi membri, primo fra tutti il presidente americano Donald Trump che solo pochi giorni fa ha già chiesto agli alleati di aumentare la spesa per la difesa atlantica altrimenti «perde la pazienza». Il vertice conferma al massimo livello il potenziamento della struttura di comando principalmente in funzione anti-Russia. Saranno costituiti un nuovo Comando congiunto per l’Atlantico, a Norfolk negli Usa, contro «i sottomarini russi che minacciano le linee di comunicazione marittima fra Stati uniti ed Europa», e un nuovo Comando logistico, a Ulm in Germania, quale «deterrente» contro la Russia, con il compito di «muovere più rapidamente le truppe attraverso l’Europa in qualsiasi conflitto».
ENTRO IL 2020 la Nato disporrà in Europa di 30 battaglioni meccanizzati, 30 squadriglie aeree e 30 navi da combattimento, dispiegabili entro 30 giorni o meno contro la Russia. Il presidente Trump avrà così in mano carte più forti al Summit bilaterale che terrà, il 16 luglio a Helsinki, col presidente russo Putin. Da ciò che il presidente Usa stabilirà al tavolo negoziale dipenderà fondamentalmente la situazione dell’Europa.
La Nato – costituitasi nel 1949, sei anni prima del Patto di Varsavia, formalmente in base al principio difensivo stabilito dall’Articolo 5 – è stata trasformata in alleanza che, in base al «nuovo concetto strategico», impegna i paesi membri a «condurre operazioni di risposta alle crisi non previste dall’articolo 5, al di fuori del territorio dell’Alleanza». In base al nuovo concetto geostrategico, l’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico si è estesa fin sulle montagne afghane, dove la Nato è in guerra da 15 anni.
CIÒ CHE NON È cambiato, nella mutazione della Nato, è la gerarchia all’interno dell’Alleanza. È sempre il Presidente degli Stati uniti a nominare il Comandante Supremo Alleato in Europa, che è sempre un generale statunitense, mentre gli alleati si limitano a ratificare la scelta. Lo stesso avviene per gli altri comandi chiave. La supremazia Usa si è rafforzata con l’allargamento della Nato, poiché i paesi dell’Est sono legati più a Washington che a Bruxelles.
il comune non lasci Villa Celestina , la valorizzi
l’inconsistenza politica del Comune di Rosignano è nota da tempo: si pensi solo, per restare nel settore turistico, alla sua nullità sugli scarichi a mare di Solvay, a proseguire con la tolleranza intollerabile del vecchio serbatoio di etilene in zona archeologica a Vada, a finire con il degrado insopportabile dei casoni dell’ex Azienda agraria Solvay, che danno alla cittadina balneare di Vada il peggior biglietto da visita. E si potrebbe continuare con il degrado dell’ex Ciucheba, con quello dell’ex biblioteca di via del Popolo, per finire con il progetto di megaparcheggio sul campo sportivo di Castiglioncello. Poche idee, ma sbagliate, si potrebbe dire riguardo alla giunta Franchi/Donati, ma anche delle immediatamente precedenti, fatte della stessa pasta.
Sembra che le idee creative non siano di casa a Rosignano, dove per tutti ha sempre “pensato” solo la Solvay, la ex mamma, e negli ultimi 30 anni la REA, con la sua discarica e i suoi soldi. E’ possibile che con circa 10 milioni di euro l’anno (molti di più negli anni passati) che arrivano al Comune da Scapigliato, ci si ritrovi a non voler pagare 70.000 euro l’anno al demanio per l’affitto di Villa Celestina ? Tanto da rischiare che il Demanio (a suo tempo “riformato” in senso privatistico proprio da ministri di area PD) la venda ad un gerarca attuale, che potrebbe trasformarla in appartamenti di lusso (vedere che cosa è stato fatto dell’ex cantiere navale di Livorno) o ben che vada in un albergo di lusso ? avremmo la chiusura del cerchio: dai gerarchi fascisti (che la costruirono) ai gerarchi attuali, che aspettano famelici per sfruttarne la posizione.
Non c’è posto nell’Italia democratica, e nell’ancora più democratica Rosignano (?) di un uso di Villa Celestina come bene comune, indisponibile alla speculazione come l’acqua ? Possibile che non si levino voci dalla società civile, dalla cultura (?), dalle opposizioni (??) in questo senso ? perché il comune non lancia un concorso di idee (visto che non ne ha) per la valorizzazione turistica non speculativa di Villa Celestina ? Perché non farne un centro di proiezione e valorizzazione del cinema che coinvolse questa parte del territorio negli anni ’60 ? ed anche un centro per l’informazione ambientale, in cui si creda, non come il fantasma che apparve e subito scomparve dal faro demaniale di Vada qualche anno fa , ed anche dalla stessa Villa Celestina con l’invisibile Università di Pisa ?
Insomma, il Comune di Rosignano non lasci in nessun modo Villa Celestina, ma anzi la valorizzi, come un pezzo importante della nostra storia: altrimenti con il vento di ribaltoni che tira anche in Toscana, potremmo aspettarci perfino la vendita del castello Paquini ….
florovivaismo a Pistoia, la Provincia vuole espanderlo
Scritto da Maurizio Marchi
Giovedì 05 Luglio 2018 09:16
quella sotto è una bozza, a beneficio di altri soggetti che volessero presentare, entro il 7 luglio osservazioni simili.
Medicina democratica
Spett.le Servizio Pianificazione
Territoriale della Provincia di Pistoia
Piazza San Leone nc.1
51100 Pistoia
OGGETTO: Osservazioni alla Variante generale di adeguamento e aggiornamento del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Pistoia adottata con D.C.P. n° 8 del 23 Marzo 2018.
Medicina democratica onlus ha per scopo sociale principale la difesa della salute dei lavoratori, dei cittadini e quindi della salvaguardia dell’ambiente, a cominciare dalle acque. Prima di qualsiasi decisione in merito a quanto in oggetto, ad avviso della scrivente, occorre:
- 1 un’indagine epidemiologia di coorte sui lavoratori attualmente impegnati, in maniera continuativa o stagionale nel settore florovivaistico nella provincia di Pistoia;
- 2 conoscenza ed analisi dello stato delle acque di falda e superficiali, specialmente di quelle destinate al consumo umano; il Monitoraggio ARPAT delle sostanze chimiche utilizzate in agricoltura nelle acque del territorio pistoiese, presentato il 17.3.17 (Poggi) restituisce un quadro parziale ma preoccupante della situazione attuale, con il glifosate, ma anche altri fitofarmaci, pressoché onnipresenti nel territorio; queste sostanze tossiche, benchè vengano addebitate ad altre colture (vite e orticoltura) a scagionare la florovivaistica, sono pur sempre presenti e vanno ad aggiungersi a quelle distribuite sul territorio dalla florovivaistica; inoltre è doveroso notare che anche se un singolo fitofarmaco sta sotto il limite di un microgrammo per litro, è la sinergia tra vari principi attivi che magnifica (moltiplica) nell’organismo umano la tossicità e la nocività di questi inquinanti.
- 3 conoscenza ed analisi dei consumi attuali di fitofarmaci per la florovivaistica nella Provincia di Pistoia, in massa e rapportati all’estensione dei terreni attualmente dedicati a tale utilizzo; da un prezioso lavoro del Dipartimento della Prevenzione dell’ASL, in particolare dalla dott.ssa Angela Veraldi si apprende che Pistoia ha il triste primato in Italia per l’uso di fito-farmaci per ettaro con 12,35 kg/anno (Dato CRRFV Centro riferimento regionale floro vivaismo) contro i 3,93 kg/anno della Toscana (Dato Istat), e i 5,31 kg/anno d’Italia (dato Istat)
-- 4 EFFETTO DERIVA: conoscenza ed analisi della salubrità dei prodotti alimentari prodotti in loco; ogni postazione di produzione florovivaistica esistente sia schermata da barriere vegetali che mitighino l’effetto deriva; se tali postazioni sono posizionate troppo vicino ad abitazioni o a produzioni food, siano delocalizzate in terreni più sicuri.
- 5 visto quanto sopra, non sia quindi autorizzato nessun ampliamento delle aree a florovivaismo, ma la Variante al PTC che si discute abbia l’unico obiettivo di mettere in maggiore sicurezza il territorio, in relazione al punto precedente;
- 6 verifica del corretto, completo e generalizzato utilizzo del “Quaderno di campagna” ad opera dei coltivatori, e diffusione dei dati al pubblico;
- 7 glifosate: prevedere nel nuovo piano il divieto di utilizzo, in sintonia con il divieto di utilizzo nelle aree urbane.