Discarica di Scapigliato: 330 milioni di euro al Comune di Rosignano
DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012
anche l'Italia "sovranista" non ripudia la guerra
Scritto da Maurizio Marchi
Martedì 04 Settembre 2018 07:30
Un’Italia sovranista senza sovranità
Manlio Dinucci
Il polverone politico-mediatico sollevato dallo scontro tra «europeisti» e «sovranisti» nasconde quella che invece è la realtà: un europeismo senza Europa e un sovranismo senza sovranità.
A innalzare strumentalmente la bandiera dell’europeismo è in questo momento il presidente Macron, per far avanzare la potenza francese non solo in Europa ma in Africa.
La Francia, promotrice con gli Usa della guerra Nato che nel 2011 demolì lo Stato libico (nella quale l’Italia svolse un ruolo di primo piano), cerca con tutti i mezzi di controllare la Libia: le sue ricche risorse – enormi riserve di petrolio, gas naturale, acqua fossile – e lo stesso territorio libico di grande importanza geostrategica. A tal fine Macron appoggia le milizie che combattono il «governo» di Fayez al-Serraj, sostenuto dall'Italia che con l’Eni mantiene grossi interessi nel paese.
Questo è solo uno degli esempi di come l’Unione europea, fondata sugli interessi delle oligarchie economiche e finanziarie delle maggiori potenze, si stia sgretolando per contrasti di natura economica e politica, di cui la questione dei migranti è solo la punta dell’iceberg.
Titanic Amiata: anche l'ISDE conferma la gravità del problema salute, ma si continua a far festa come nulla fosse
Altro che moratoria, occorre chiudere subito le centrali Enel; anche i Sindaci agiscano e la smettano con il teatrino delle sponsorizzazioni di sagre e feste.
Abbiamo chiesto all'ISDE, Medici per l’Ambiente, di analizzare la situazione sanitaria amiatina alla luce degli studi fatti e in corso, a cominciare dallo Studio epidemiologico fino al progetto InVetta.
L'ISDE, con una puntuale relazione (allegata) del Dr. Ugo Corrieri, Presidente della Sezione di Grosseto e Coordinatore per il Centro Italia, forse per la prima volta analizza e mette a confronto i vari studi; dalla relazione ne esce un quadro, se possibile, ancora più grave di quello che da anni i comitati vanno denunciando.
Il crollo del ponte di Genova non è un disgraziato incidente. L'unica cattiva sorte è quella che riguarda ogni vittima di questa tragedia. Il crollo di Genova è la cartina di tornasole del degrado generale delle opere pubbliche in Italia (e non solo) ad affidamento privato. È uno dei riflessi della società capitalista, dove domina il profitto, non la vita.
Ventisette concessionari, con in testa Autostrade per l'Italia (Aspi), gestiscono la rete autostradale. La grande famiglia dei Benetton, attraverso il controllo di Atlantia, ha il controllo di Aspi.
Pechino, 5 Maggio 2018, grandissima sala gremita di giovani e anziani, cinesi e di tutto il mondo. Samir Amin tiene in seduta plenaria la sua conferenza per il grande convegno dedicato a Marx a 200 anni dalla nascita, organizzato dall’università cinese con oltre 330 relatori.
È l’ultima volta che lo incontro: vivace e cordiale come sempre, nulla lascia presagire che ci avrebbe lasciati entro qualche mese. Scambiamo qualche battuta sulla situazione italiana e sull’emergere di movimenti di massa reazionari, di tipo fascista, che egli osserva crescere nelle società europee come conseguenza della crisi capitalistica. Su questo egli scriveva già da alcuni anni diversi articoli e saggi, come quello pubblicato dalla Monthly Review nel 2014, “The Return of Fascism in Contemporary Capitalism”.
il 12 agosto è morto a Parigi l'economista marxista egiziano Samir Amin, una delle menti più lucide ed oneste dell'intellettualità mondiale. qui sotto la sua lettura delle "primavere arabe":
Dal sito controlacrisi
SAMIR AMIN: 2011 LA PRIMAVERA ARABA
Con questo saggio Samir Amin, noto studioso del capitalismo su scala mondiale e delle dinamiche geopolitiche del mondo attuale, sistematizza le sue riflessioni oltre le contingenze e le opinioni espresse in molti interventi, interviste, articoli ecc. che hanno accompagnato gli avvenimenti del mondo arabo dall'inizio dell'anno a oggi. Il lungo saggio è stato ripreso dal sito di puntorosso.it dove troverete la versione in pdf a questo indirizzo http://www.puntorosso.it/saperecondiviso_samir-amin.html
Samir Amin 2011: la primavera araba L’anno 2011 si è aperto con una serie di clamorose esplosioni di collera dei popoli arabi. Questa primavera araba darà inizio a una seconda fase del “risveglio del mondo arabo”? Oppure queste rivolte sono destinate a ristagnare e infine a spegnersi – come è stato il caso del primo risveglio ricordato nel mio libro L’éveil du Sud. Nella prima ipotesi, le conquiste del mondo arabo dovranno iscriversi necessariamente nel movimento teso a superare il capitalismo/imperialismo su scala mondiale. Un eventuale fallimento farebbe permanere il mondo arabo nel suo stato attuale di periferia dominata, impedendogli di diventare protagonista attivo nella costruzione del mondo. E’ sempre rischioso parlare in generale del “mondo arabo”, ignorando perciò stesso la diversità di condizioni oggettive che caratterizza ognuno dei paesi di quel mondo.