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Conferenza dei Territori – Firenze, 7 ottobre 2018
Paola Sabatini, CUB sanità
Ci sono molti punti che collegano le grandi opere e le lotte che in questi anni si sono sviluppate, al tema della salute e della sanità.
Un primo punto deriva dai dati dell’Agenzia europea dell’ambiente che ci dice che in Europa lo stato di salute della popolazione è aumentato con 491000 morti premature per inquinamento, di cui 84.400 solo in Italia. Anche in Toscana i dati pubblicati da poco dall’Arpat illustrano una situazione drammatica, con il 67% dei fiumi inquinato da fitofarmaci e con la media vergognosa del 51% di raccolta differenziata. Dati che di per sé dovrebbero portare alla conclusione che quello che serve non è aggiungere nuove fonti inquinanti ma un vero risanamento ambientale e interventi volti alla tutela dell’ambiente.
Il secondo punto sono i costi: la sanità come altri servizi essenziali, è stata il portafoglio a cui si è attinto in questi anni per raggiungere il pareggio di bilancio introdotto dal 2012 in costituzione. Il DEF per il 2018 ha tagliato alla spesa pubblica 3,5 miliardi di euro, la stessa cifra spesa per gli aerei di guerra F 35: quindi scelte politiche, non mancanza di soldi. Scelte militari che anche l’attuale governo conferma, riproponendo come propri fratelli gli Stati Uniti e la Nato.
Tagli alla spesa sanitaria totalmente ingiustificati in quanto la spesa sanitaria in Italia è il 6,5% del PIL: una percentuale vicina a quella che l’OMS fissa come soglia di allarme. Secondo l’OMS sotto il 6,5% del PIL si riduce non solo la qualità assistenziale e l’accesso alle cure ma anche l’aspettativa di vita.
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