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La sinistra è finita in discarica?

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Non ce la date a bere

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Discarica di Scapigliato: 330 milioni di euro al Comune di Rosignano

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DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012

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Solvay, lettera al ministro Costa PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Giovedì 01 Novembre 2018 12:01

Egr Ministro Costa

Egr. Capo di Gabinetto del Ministero dell’Ambiente Petrillo

Oggetto: chiusura degli scarichi a mare di Solvay, Rosignano (LI). Priorità dell’acqua dolce alla popolazione

Gli scarichi Solvay intossicano il mare da ormai 100 anni, hanno modificato anche il paesaggio e i fondali, creando le spiagge bianche. Le decine di tonnellate di metalli pesanti tossici (arsenico, mercurio, cadmio, cromo, zinco, nichel, ecc, desumibili dalle dichiarazioni PRTR di Solvay) l’anno emesse in mare vanno ad aggiungersi alle circa 500 tonnellate di mercurio emesso in quasi 70 anni  (1939-2007) di marcia dell’elettrolisi, facendo di Rosignano un caso internazionale di nocività.

 
idrogeno, un'altra energia per un'altra società PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Giovedì 01 Novembre 2018 11:38

VIDEO "idrogeno, un'altra energia per un'altra società": più pacifica, sostenibile, democratica. Una risorsa accessibile a tutti.


https://youtu.be/bWSVtLQRu8E

 
scarichi a mare di Solvay, alternative e soldi PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Martedì 30 Ottobre 2018 17:04

Obbligare Solvay a chiudere gli scarichi e riciclare i suoi fanghi

Dopo le “schiumate” alle spiagge bianche del 10-12 ottobre scorsi, che Arpat ha ricondotto a scarichi Solvay, giova indignarsi e tornare a chiedere la chiusura degli scandalosi scarichi Solvay a mare.

In un vecchio studio del 1983 della Solvay,  sollecitato dalla istituzioni del tempo (oggi chi si sogna più di chiederle qualcosa del genere ? ) dal titolo”Smaltimento in mare dei fanghi provenienti da alcuni settori di produzione dello stabilimento di Rosignano, studio delle possibilità di ricupero delle sostanze in essi contenute in relazione al loro  valore energetico ed economico”, la multinazionale descriveva vari  processi per recuperare i fanghi e riciclarli in settori come la produzione di gesso, la cementeria, la siderurgia o l’agricoltura, o almeno trattenerli  e stoccarli in dighe, concludendo sbrigativamente che tutti questi sistemi erano costosi  (per lei) ed era preferibile continuare a  scaricarli in mare gratis. “E’significativo che le sodiere che in Europa hanno potuto ampliare le loro produzioni di carbonato siano proprio quelle situate in prossimità del mare”, afferma a pag. 10, dimenticando quella di Lisbona (Povoa), che invece è stata chiusa nel 2013, che pur poteva scaricare nel grande estuario del fiume Tago, a pochi km dall’oceano e da Lisbona.

C’è una pagina tuttavia che va riletta più attentamente 35 anni dopo (pag. 36-39) :

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 30 Ottobre 2018 17:15 )
 
stop incentivi alle nuove centrali geotermiche ? PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Mercoledì 31 Ottobre 2018 16:26

da non credere, sarebbe la prima cosa buona che farebbe Di Maio. Ovviamente si parla di nuove centrali, non ancora esistenti. Martignoni e Ferrini, i sindaci dei comuni più geotermizzati al mondo (8 centrali ognuno) prospettano catastrofi, perchè hanno creato LORO la monocoltura geotermica. Ma sarà che la manovra vada in porto ....

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Crotone: un’altra strage sul lavoro PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Lunedì 29 Ottobre 2018 11:14

Causata, ancora una volta, dal mancato rispetto della normativa sulla sicurezza

di Marco Caldiroli (*)

Una strage causata, ancora una volta, dal mancato rispetto della normativa sulla sicurezza sul lavoro. Quando si sapranno i particolari si potrà valutare il peso di coincidenze e fattori esterni che hanno pesato sull’evento. Quello che è certo che il cedimento del terreno durante i lavori che hanno ucciso il proprietario (imprenditore ma in un altro campo) e tre lavoratori si è verificato a causa della mancata armatura dello scavo. E la fretta di riparare un danno alla fognatura non può mai essere un motivo per mettere a rischio – e perdere – la vita.
I morti sono Massimo Marrelli e tre operai che si trovavano con lui: Santo Bruno, 53 anni di Isola Capo Rizzuto; Luigi Ennio Colacino, 45 anni di Cutro; Mario Cristofaro, 49 anni di Crotone.

Anche in questo caso le norme sono chiarissime:

Articolo 118 – Splateamento e sbancamento

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 29 Ottobre 2018 11:20 )
 
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