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La sinistra è finita in discarica?

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Non ce la date a bere

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Discarica di Scapigliato: 330 milioni di euro al Comune di Rosignano

Discarica di Scapigliato: 330 milioni di euro al Comune di Rosignano

DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012

DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012

NON PIOVE PIU', LAGO DI SANTA LUCE A SECCO PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Venerdì 23 Marzo 2012 07:57

Quelle allegate sono  foto drammatiche del lago di Santa Luce (Provincia di Pisa, a 12 Km dalla Solvay di Rosignano), scattate il 4 marzo 2012: oltre 4 metri sotto il livello abituale. Non piove più.

Dirigenti della Regione Toscana, potete ancora far finta di niente, e continuare ad autorizzare Solvay ad usare acqua dolce per estrarre salgemma ?? 

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 23 Marzo 2012 09:35 )
 
PERCHE' SOLVAY VUOLE TUTTO IL SALE PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Mercoledì 14 Marzo 2012 13:26

Solvay tra forzature e siccità

La principale truffa mediatica  messa in atto da Solvay per mettere  definitivamente le mani sui giacimenti di salgemma dello Stato, accreditata da tutti i suoi portaborse istituzionali, è quella secondo cui i giacimenti di Buriano  sarebbero in via di esaurimento. Niente di più falso: i giacimenti di Buriano hanno salgemma per almeno altri 30 anni, ai quali vanno sommati quelli di Querceto (altri 8/9 anni), ad un consumo di 2 milioni di tonnellate l’anno. Questi dati sono contenuti in vari documenti, tra i quali gli studi del prof. Mario Pinna dell’UNIPISA, e noti  alla Regione ed altri.

Allora perché, da parte di Solvay, voler andare ad uno scontro con il territorio, forzando l’ingresso nelle ultime saline della Val di Cecina, con l’appoggio di tutti i suoi servi  ? si possono avanzare varie ipotesi:

 
Solvay, la regione svende PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Venerdì 09 Marzo 2012 13:44

Il protocollo non garantisce niente, tantomeno i lavoratori

Il protocollo d’intesa  partorito dalla Regione, e non ancora approvato da Solvay, non garantisce proprio niente, e la dice lunga  sulla subalternità delle istituzioni  alle esigenze della multinazionale.

il documento si limita a affermazioni generiche, basandosi tra l’altro su una premessa inesistente: che Solvay abbia rispettato  nel frattempo il protocollo d’intesa del 26 luglio 2001, sulle garanzie occupazionali e sull’alleggerimento dei  prelievi d’acqua dal fiume Cecina .

Nei fatti, in questi undici anni  l’occupazione ha continuato a calare, i prelievi d’acqua sono sempre gli stessi, Aretusa non ha funzionato (ricordiamo solo il “non ritiro” di acque di depurazione del 30 luglio 2011, che portarono ASA a scaricare in mare il contenuto del depuratore di Marina di Cecina).

Il protocollo firmato in questi giorni non dice niente su IDRO-S, dandolo per acquisito, e così sconfessando la mozione votata all’unanimità il 7 agosto 2006 dal Consiglio comunale di Cecina, e ripreso da altri comuni.

Non dice niente sul dissalatore a Rosignano, dandolo per scartato, facendo un clamoroso passo indietro  anche rispetto alla Delibera 103 del  31 gennaio 2000, che prescriveva a Solvay la presentazione immediata di un progetto.

Non dice niente infine sulle fasce di rispetto intorno a Saline di Volterra, che dovrebbero come minimo essere ampliate molto, per evitare danni gravissimi ad abitazioni ed altre attività produttive.

 
TRA IL DIRE E IL FARE .... PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Lunedì 12 Marzo 2012 11:45

QUELLO CHE SEGUE E' L'ORDINE DEL GIORNO, APPROVATO ALL'UNANIMITA' DAL CONSIGLIO COMUNALE DI CECINA IL 7 AGOSTO 2006: come si vede, a seguito del rinvenimento di cromo esavalente in decine di pozzi  pubblici e privati nella bassa Val di Cecina, si chiedeva un alleggerimento sostanziale dei prelievi d'acqua della Solvay, si esprimeva parere negativo sul progetto Solvay di invasare (IDRO-S) acqua inquinata di piena del fiume Cecina, si chiedeva una indagine epidemiologica sugli effetti del cromo sulla salute. Questa indagine è stata effettuata dal CNR di Pisa nel febbraio 2009 (vedi il testo su questo sito), ma nessuno l'ha ancora presentata alla popolazione: 622 morti in più rispetto agli attesi. (pagina 134)

Ma non solo, in questi giorni  (marzo 2012) la Regione Toscana sta autorizzando il progetto IDRO-S e lo sfruttamento minerario di salgemma a cui servirebbe, nel silenzio generale, e sotto il ricatto occupazionale della stessa Solvay: 23 lavoratori posti in cassa integrazione fino allo sblocco delle autorizzazioni.

 

COMUNE DI CECINA

Ordine del giorno: " Criticità risorsa idropotabile Bacino Cecina"

Premesso che la situazione idrica è di particolare criticità e presuppone un impegno da parte delle istituzioni affinchè questa situazione non si venga a presentare ciclicamente.

Preso atto che in tre pozzi dell'Acquedotto di Cecina in località Collemezzano (Via Tronto pozzo n. 2), Paduletto e Acqua Park, che riforniscono di acqua potabile una parte del nostro territorio (ma anche altri pozzi appartenenti a Comuni limitrofi come Bibbona e Castagneto) sono state rinvenute  quantità di "cromo esavalente" con percentuali superiori a quelle previste  dal D. Lgs 152/2006, tanto da indurre il Sindaco a disporre la chiusura in via precauzionale degli stessi per salvaguardare la salute dei cittadini;

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 12 Marzo 2012 13:36 )
 
Dissalatore unica alternativa seria PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Lunedì 05 Marzo 2012 11:45

Piena solidarietà ai lavoratori Solvay

Apprezzamento per l’amministrazione di Volterra

Massima sfiducia a Regione e province

La più ferma condanna dell’operato di Solvay

Solvay continua, come da 100 anni, a fare i suoi  brutali interessi in Val di Cecina, prendendosi acqua e sale a pochi spiccioli e creando un grave dissesto idrogeologico, tanto  che la nostra acqua è ormai ridotta ad un coacervo di arsenico, boro, cloruri, ecc.

Ora ha fretta di mettere le mani sui nuovi giacimenti di salgemma, tanto da  sfoderare il ricatto della cassa integrazione per 23 lavoratori per accelerare tutta l’operazione, forzare le sentenze del TAR (priorità sull’acqua alla popolazione), forzare al ribasso le ipocrite prescrizioni degli enti locali.

 
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