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quello che non ti aspetteresti .......
segnalato dalla lista disarmo
Organizzazioni non governative, da Amnesty internation alla Open society foundation di George Soros, alla fondazione di Bill Gates, da Medici senza frontiere alla Croce rossa, e tante altre
Presentazione di Ong. Il cavallo di troia del capitalismo globale by Sonia Savioli --- pubblicato da Zambon Editore
Il capitalismo senza più regole, freni, mediazioni degli ultimi decenni, quello che chiamiamo neoliberismo, è un capitalismo unicamente predatorio. Metaforicamente parlando, ha sostituito agli eserciti le compagnie di ventura. E non solo metaforicamente. Il potere degli Stati nazionali viene eroso di giorno in giorno e trasferito a organismi sovranazionali sui quali i popoli non hanno alcun controllo. Si tratta di un accentramento di poteri che non ha precedenti nella storia della società umana. Il capitalista "moderno" non ha una vocazione, a parte quella di fare denaro. Non è un'industriale, un produttore di merci, legato a un certo tipo di materiali, strumenti, conoscenze, tecniche e mercati; è un nomade che esplora territori per trovare dove è più redditizio investire; un avventuriero speculatore che crea mercati dal nulla, servendosi di mode e bisogni indotti ma anche creando il bisogno attraverso la distruzione delle economie locali. Gli investimenti si spostano da un settore all'altro, da una zona del mondo a un'altra, di mese in mese, di giorno in giorno. I farmaci sono quotati in borsa, sono un ottimo mercato a patto che non ci siano più persone sane o reputate tali; terre e campi, acque e foreste, sottosuoli e oceani, paesaggi, coste, esseri umani, sentimenti sono merci, si tratta solo di capire come venderli, come "creare un mercato". È questo, oggi, il lavoro del capitalista e dei suoi satelliti. E tra questi satelliti ci sono anche buona parte delle ONG, con il compito di preparare il terreno al "mercato" in molteplici modi e funzioni. Nel Medioevo si cercavano di unificare territori e popoli che non sentivano alcun bisogno di venire unificati; si creavano regni o imperi saccheggiando, combattendo, ammazzando, devastando, torturando. Ma poi, dato che sterminare tutto un popolo sarebbe stato controproducente per chi aveva l’intenzione di sfruttarlo, bisognava anche istruire e convincere. Anche noi europei siamo stati, dopo la caduta dell’Impero Romano, selvaggi e arretrati e quasi liberi, e abbiamo avuto bisogno di essere aiutati a svilupparci, così come già l’Impero Romano aveva sviluppato noi e tanti altri popoli: togliendoci le terre comuni e distruggendo le comunità. Con l’aiuto della chiesa cristiana e dei suoi missionari, ci siamo civilizzati e al posto dell’uguaglianza e della dignità imparammo a suo tempo la sottomissione e la rassegnazione; al posto della proprietà comune dei mezzi di produzione, che allora erano la terra, imparammo lo sfruttamento e la carità; al posto della lotta per i propri diritti, la speranza nel regno dei cieli. Adesso tocca agli “altri”.
Ultimo aggiornamento ( Lunedì 10 Dicembre 2018 18:22 )
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