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La sinistra è finita in discarica?

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Non ce la date a bere

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Discarica di Scapigliato: 330 milioni di euro al Comune di Rosignano

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DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012

DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012

MORIRE A 14 ANNI PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Venerdì 16 Dicembre 2011 09:50

 

 Sei morti molto giovani nella nostra zona negli ultimi sei mesi

 

Sunil Coroni di 35 anni, Rosignano, dipendente Solvay, ucciso da “una brutta malattia” (Tirreno 26.6.11)

Alessandro Cavallini di 14 anni,  Cecina, studente, ucciso “da una malattia che non ti lascia scampo” (Tirreno   18.10.11 e seguenti)

Francesca Moscatelli di 41 anni, Rosignano, educatrice, uccisa “da una tremenda malattia” (Tirreno 4.11.11)

Massimiliano Saitta di 31 anni, Follonica, vigile del fuoco ed atleta, ucciso da una ricaduta di leucemia (Tirreno 3.12.11)

Valentina D'Angelo di 29 anni, Livorno, psicologa e catechista, morta per un linfoma (Tirreno 11.12.11)

Matteo Bianchi di 14 anni, Rosignano, studente, morto di leucemia il 12.12.11.

 Queste sono solo le persone morte giovani di cui siamo a conoscenza. Ci sembrano già tantissime, ma potrebbero essere anche di più,  delle quali non siamo a conoscenza.

Ma soprattutto crediamo che debbano indurre tutta la società locale ad una profonda ed onesta riflessione sulle cause di queste morti premature, lasciando definitivamente da parte “il destino”,  crudele o meno.

 
Il paese di Saline di Volterra assediato da Solvay PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Giovedì 01 Dicembre 2011 07:51

Sale ed acqua, la val di Cecina ha già dato

Se avessimo a disposizione la sesta pagina de "Il Tirreno" a pagamento (come Solvay oggi), avremmo moltissime cose da dire a Solvay e a chi l’ha autorizzata. Non l’abbiamo, quindi  siamo molto brevi.

La realtà è molto diversa da come la descrive la multinazionale, forse guardando da molto lontano, appunto da Bruxelles. Noi  la vediamo così, da vicino:

1- Solvay non ha mai estratto sale  così vicino all’abitato di Saline, perciò nessuno può sapere  quali sarebbero gli effetti; l’esperienza impone di rinunciare.

2- i duemila lavoratori a Rosignano  sono dimezzati da molti anni, e non si moltiplicano come i pani e i pesci.

3- il valore del sale è un valore in sé, come dimostra la storia della civiltà prima che arrivasse Solvay.

4-Solvay fornisce ad ATISALE una minima parte  di sale, ma se ne appropria della totalità.

5- L’”esperienza mineraria centenaria” di Solvay ha prodotto un colabrodo in val di Cecina, e durerebbe solo altri 30 penosi anni: dove finirebbero i famosi 2000 lavoratori, dopo ?

6- nessuno sa, perché nessuno ha mai voluto indagare, quanta acqua e quanto sale si perdono nel sottosuolo.

7-Solvay non ha l’autorizzazione principale, quella implicita nelle sentenze del TAR: non garantisce l’acqua alla popolazione, come prescrive la legge.

8- Solvay e i suoi servetti  istituzionali si attrezzino a prendere il sale da altri posti, come fanno tutti gli altri produttori, perché la val di Cecina ha già dato anche troppo.

30.11.11

                                                                                                           Maurizio Marchi

 
NON CE LA DATE A BERE PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Giovedì 06 Ottobre 2011 07:33

Il libro è disponibile su Internet   al link http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=642653

   (Gruppo l’Espresso):

ottobre 2011

 

Arsenico, boro, trialometani, cloriti, mercurio, cromo, nitrati nell’acqua potabile nella Toscana occidentale. E la situazione sta peggiorando.

E’ uscito il libro-inchiesta di Maurizio Marchi

“NON CE LA DATE A BERE,

l’acqua nella Toscana occidentale, tra inquinamenti e privatizzazioni”

Sulla risorsa acqua di un territorio si scaricano tutte le contraddizioni – ambientali, sociali, culturali ed industriali – di quel territorio.  Ed in questa parte della Toscana, la risorsa acqua è in condizioni molto critiche, se non comatose.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 13 Febbraio 2013 10:24 )
 
SALGEMMA, LA MADRE DI TUTTE LE BATTAGLIE SULL'ACQUA PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Lunedì 28 Novembre 2011 13:01

500 studenti in assemblea per 3,5 ore sabato mattina a Volterra, con Bruno Niccolini e il sottoscritto, per discutere dell’acqua pubblica e pulita, sullo sfondo da una parte del referendum tradito del 12 giugno, e dall’altra della nuova aggressione di Solvay ed istituzioni all’acqua e al salgemma della val di Cecina. Nuova poi non tanto, perché Solvay ed istituzioni  ci stanno tentando – INVANO – da 15 anni, con i mezzi più subdoli, dagli accordi segreti all’ultima trovata del lago di PURETTA, un invaso in un luogo completamente inadatto, che invaserebbe a malapena l’acqua che si perde dagli acquedotti colabrodo di Volterra e Pomarance, ma che avrebbe il “pregio” di sbloccare i due stop del TAR (2007 e 2010, con la sostanziale motivazione “Solvay trovi l’acqua per la popolazione”), di dare ossigeno (soldi ) ad ASA con la commercializzazione di ghiaie e terre escavate, di sbloccare i ben più corposi invasi ad uso industriale di Solvay alle porte di Cecina (invasi IDRO-S).

La lotta per l’acqua pubblica e pulita prosegue, si accentua ed ha il suo EPICENTRO A SALINE DI VOLTERRA.

 NO AL CONTRATTO ATI-SOLVAY, NO ALL’ESCAVAZIONE DI SALE SOTTO LE CASE DI SALINE, SOLVAY SI ATTREZZI  AD ANDARE A PRENDERSI IL SALE DA ALTRE PARTI, COME GIA’ FANNO TUTTI GLI ALTRI PRODUTTORI DI CLORO.      Maurizio Marchi

Qui sotto la cartina : a sinistra le attuali concessioni minerarie (salgemma) di Buriano di Solvay; a destra, in alto e in basso le nuove concessioni, per il momento fermate dal  TAR toscano. Come si vede, il paese di Saline di Volterra verrebbe accerchiato, con il pericolo di crolli (o altri danni) di case e dello stabilimento ad alto rischio (produzione di cloro e soda potassica) lì presente. 

 

 

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IL CLORO E' MORTALE IN MENO DI MEZZO GRAMMO PER METRO CUBO D'ARIA PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Venerdì 23 Settembre 2011 12:00

Nuova fuga di cloro a Rosignano

 Stamani intorno alle 10 una fuga di cloro ha investito il centro di Rosignano Solvay ed è stata percepita distintamente  nella zona scuole-impianti sportivi, dove alcuni studenti – che stavano facendo ginnastica all’aperto – sono stati costretti a rifugiarsi al chiuso, peraltro non avvertiti da nessuno.

Perché né Solvay, né le forze dell’ordine, né il comune  hanno attivato le procedure di allarme previste dal Piano di emergenza in queste circostanze, specialmente per le scuole ?

 
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