Scrivici







Pubblicazioni

test

test

La sinistra è finita in discarica?

La sinistra è finita in discarica?

Non ce la date a bere

Non ce la date a bere

Discarica di Scapigliato: 330 milioni di euro al Comune di Rosignano

Discarica di Scapigliato: 330 milioni di euro al Comune di Rosignano

DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012

DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012

SOLVAY, NON CI SONO ALTERNATIVE AL DISSALATORE PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Lunedì 17 Settembre 2012 06:22

MEDICINA DEMOCRATICA Movimento di lotta per la salute

Irresponsabilità verso i lavoratori

La grave situazione che si è creata alla Solvay di Rosignano, con l’azienda “costretta” a dimezzare la produzione di soda a causa della mancanza d’acqua dolce, è figlia dell’irresponsabilità assoluta  della multinazionale belga, che ha spremuto la spugna fino all’ultima goccia, ma anche (o soprattutto) delle istituzioni tutte, dai comuni alla Regione ai ministeri e ai sindacati, che hanno chiuso occhi e orecchi su quanto stava accadendo da decenni.

E come sempre accade, le conseguenze di comportamenti irresponsabili vengono fatte ricadere sulla parte più debole, prima la popolazione, ora i lavoratori Solvay. Non è giusto e non deve passare.

 
LA SUBALTERNITA' DI ISTITUZIONI E SINDACATI METTE A RISCHIO I LAVORATORI SOLVAY PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Giovedì 13 Settembre 2012 06:28

MARCHI (MD)

«Solvay starebbe perforando cinquanta nuovi cavi»

CECINA «Incredibile, Solvay starebbe perforando 50 nuovi pozzi». È quanto sostiene Maurizio Marchi di Medicina Democratico. «Ci risulta - dice Marchi - che la Solvay stia perforando nell’area dello stabilimento e nei dintorni ben 50 nuovi pozzi ad una sessantina di metri di profondità. La cosa, se accertata, sarebbe di una gravità inaudita, per almeno tre ragioni principali. Primo: dato che le falde sono interconnesse, Solvay toglierebbe le ultime gocce d’acqua all’agricoltura, che per legge ha la priorità rispetto all’industria, tanto più in questa fine estate da tragedia. Secondo: fatto ancora più grave, si darebbe mobilità alle acque sotterranee inquinate da clorometani ed altro, rendendo possibile l’inquinamento dei pozzi Asa sulla parte terminale del fiume Fine. Tre: si accelererebbe l’ingressione del cuneo salino, già in atto da tempo». Marchi chiede. «Chi ha dato il permesso a Solvay di perforare questi pozzi? Sindaco e Provincia ne sanno qualcosa? Non tacciano per nascondere la loro pluridecennale subalternità a Solvay». (da iL TIRRENO 13.9.12) seguono altri articoli sullo stesso giornale.

IL DISSALATORE DA CUI SOLVAY TRAGGA ACQUA E SALE E' L'UNICA SOLUZIONE !

 
SOLVAY, UN ACCORDO DI PROGRAMMA ALTERNATIVO PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Venerdì 24 Agosto 2012 11:16

QUESTA PROPOSTA DI ACCORDO E' STATA INVIATA A FINE GIUGNO 2012 A TUTTI I CONSIGLI COMUNALI, PROVINCIALI E REGIONALE, PRIMA CHE SOLVAY ED ISTITUZIONI  FACCIANO UN ACCORDO AL RIBASSO SULLA NOSTRA PELLE :

ACCORDO DI PROGRAMMA ALTERNATIVO SU SOLVAY
PROPOSTO DAL COMITATO BENI COMUNI VAL DI CECINA,
DA ADOTTARE DA PARTE DELLE ISTITUZIONI COINVOLTE E DA SOLVAY


PUNTO 1 Debito ecologico-sociale per dissesti da estrazioni minerarie
La Solvay di Rosignano ha contratto un debito ecologico-sociale, quantificabile in 100 debiti, per il gravissimo impatto delle estrazioni di salgemma dalla Val di Cecina dal 1918 ad oggi, consistente in enormi consumi d’acqua, sparizioni di ancor più rilevanti ed incalcolabili quantitativi d’acqua nel sottosuolo (Studi del geologo del CNR Sebastiano Vittorini) , distruzione dell’ecosistema del fiume Cecina, scadimento della qualità della risorsa acqua a fini potabili, estese subsidenze anche fuori dalle concessioni minerarie, formazione di decine di laghetti salati nei camini di collasso, (Studi prof. Mario Pinna ed altri) ecc. Queste pratiche vanno sanzionate ed interrotte.
 

PUNTO 2 Debito ecologico-sociale per spreco prolungato di salgemma
La Solvay di Rosignano ha contratto un debito ecologico-sociale, quantificabile in 40 debiti, per aver sprecato – a causa dell’arretratezza dei suoi impianti di Rosignano – ben un terzo del sale estratto, gettandolo in mare dopo la parziale utilizzazione ( Dichiarazione PRTR Solvay resa al Ministero dell’ambiente 29.4.11 per il 2010). Dato che il salgemma della Val di Cecina è un bene comune, purissimo e limitato, questa pratica va sanzionata ed interrotta.

 
MICHELANGIOLO BOLOGNINI CI MANCHERA' MOLTO PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Lunedì 27 Agosto 2012 07:53

Si è spento a Pisa sabato 25 agosto Michelangiolo Bolognini, medico igienista presso l'ASL di Pistoia, miliante di Medicina democratica e dei Comitati contro gli inceneritori. Aveva solo 58 anni ed una vitalità eccezionale. Qui sotto un ricordo di Patrizia Gentilini, oncologa, militante di MD e di ISDE, a cui mi associo in pieno. Maurizio Marchi

"Vorrei ricordare a chi non ha avuto la fortuna di conoscerlo da vicino altri lati di Michelangiolo: il suo carattere da toscano “doc”, combattente per natura ed armato di una dialettica senza pari,  non faceva "sconti " a nessuno,  i suoi giudizi erano spesso taglienti e contro corrente.

Non sopportava, ad esempio, che  l’attenzione  fosse sempre e solo rivolta alla CO2 e non alle sostanze di documentata tossicità e cancerogenicità  (metalli pesanti, diossine etc)  che appestano il nostro ambiente ed i nostri corpi;   per questo  era indubbiamente una persona scomoda a molti, sia dentro che fuori  il "sistema".

Michelangiolo aveva una intelligenza raffinata e lucida,  non si fermava mai alle apparenze,  la sua cultura su tanti campi anche non medici (storico/economico/filosofico/politico…)  era vastissima e soprattutto  aveva un  rigore morale  che non conosceva  sbavature.   I suoi articoli erano sempre puntuali e documentati,  ricordo quello sul Ponte  " Camorra di Stato e stato di emergenza, il caso dei rifiuti in Campania”, in cui  infrangeva luoghi comuni e svelava scomode verità ignorate dall’informazione corrente.

Ma Michelangiolo era anche altro ed ha fatto onore al  nome che portava per la sua vena artistica e la sua creatività: dal forgiare gioielli,  al dipingere vetrate ispirandosi all'arte giapponese, dalla composizione di pavimenti e rivestimenti della sua casa con l'utilizzo di solo materiale di recupero al  restauro di cocci abbandonati ricostruendo splendide sculture che  disseminava dentro e fuori la sua casa. Casa che rispecchiava in pieno il suo padrone: difficilmente accessibile, immersa in una boscaglia, abbarbicata  com’è su una  scoscesa altura delle colline toscane,  ma  da cui  l’orizzonte  è sconfinato  e la vista  spazia fino alla cupola del Duomo di Firenze.

Mi sembra ancora tutto inverosimile, come se fosse un bruttissimo sogno….

Michelangiolo,  tu volevi vivere e combattere, dacci la forza per continuare a farlo anche per Te  

Patrizia Gentilini  27 agosto 2012"

 

 
DISASTRO DI SANTA LUCE, SOLVAY FACCIA IL DISSALATORE PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Venerdì 24 Agosto 2012 11:09

Basta con il monopolio Solvay sull’acqua. Dopo Santa Luce, si faccia il dissalatore

 Il disastro del lago di Santa Luce, annunciato dal Comitato e da Medicina democratica dai primi di marzo, è solo l’ultimo atto, certo molto clamoroso, della lunga tragedia che stravolge la Val di Cecina da molti decenni:  Solvay monopolizza l’acqua dolce in una vasta area che va dall’ex lago di SL ai laghetti Magona, a decine di pozzi nella val di Fine e nella Val di Cecina, fin nella pianura costiera.

In questi ultimi mesi Solvay ha continuato a far defluire  consistenti quantità d’acqua dall’ormai esangue lago di SL, ufficialmente per mantenere il minimo deflusso vitale del  povero fiume, ma in realtà per alimentare i suoi pozzi a valle, fino alla Marmentana e alle Morelline, alle porte dello stabilimento.

In Val di Cecina la situazione- se possibile – è ancora peggiore, perchè agli storici enormi prelievi Solvay (65 pozzi su un’ottantina di portata rilevante) si aggiungono quelli della geotermia e le incalcolabili perdite sotterranee dovute alle estrazioni di salgemma e alle perforazioni geotermiche.

La voracità di Solvay e la subalternità delle istituzioni stanno mettendo in ginocchio l’economia di tutta la zona, dall’agricoltura al turismo, con danni economici e di immagine forse irreparabili.

Il Rapporto Cheli-Luzzati dell’UNIPISA, tenuto nei cassetti per oltre due anni, lo afferma chiaramente:  Solvay si è ridotta a  dare solo l’1/2% del reddito sul territorio, prendendosi  il  48% della risorsa acqua.

Questa cronica situazione a danno della popolazione si è aggravata (ma solo aggravata, perché preesistente)  con i cambiamenti climatici, la minore piovosità e l’aumento delle temperature e dell’evaporazione. Un motivo in più per dire a Solvay che occorre con urgenza cambiare strada: Solvay si sganci  dallo sfruttamento del salgemma in Val di Cecina (il cuore di tutti i problemi idrici) e ricavi  acqua e sale dal mare. Questo rivendica il Programma alternativo che abbiamo inviato due mesi fa alla Regione e a tutti i comuni, partendo dal debito ecologico-sociale che Solvay ha accumulato in decenni di sfruttamento del  territorio, a danno della salute della popolazione.

Programma alternativo  a quello perdente e cieco che stanno preparando  con Solvay in Regione, per regalare alla multinazionale acqua e sale per i prossimi trent’anni. Ladro è tanto chi ruba, quanto chi para il sacco.

23.8.12       Comitato Beni Comuni VAL DI CECINA                       Medicina democratica

 
<< Inizio < Prec. 221 222 223 224 225 226 227 228 229 230 Succ. > Fine >>

Pagina 226 di 243