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ARIA NUOVA, INIZIARE UN GRANDE PIANO DI RICONVERSIONE ECOLOGICA DELL'ECONOMIA IN TOSCANA
Emissioni della geotermia area nord Larderello-Radicondoli-Cornia (dati Arpat 2014)
mercurio emesso 196,8 grammi l’ora = 1.725,7 kg anno
acido solfidrico 385,8 kg l’ora = 3.381.360 kg anno
arsenico 150 gr/ora = 1.314 kg/anno (obiettivo)
ammoniaca 60 kg/ora = 525.600 kg/anno (obiettivo)
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La proposta di PRQA della Regione Toscana è un documento per alcuni versi anche interessante, che recepisce le indicazioni dell’Unione Europea, ma quest’ultima – com’è noto – non ha l’anomalia geotermica, come la Toscana, che com’è altrettanto noto è in grado da sola di modificare la qualità dell’aria in tutta la regione: si pensi solo all’ammoniaca emessa, che raggiunge ben il 42% delle emissioni regionali, a proseguire , nell’area geotermica nord,con le emissioni di mercurio (1725 Kg/anno), di arsenico (1.314 kg/anno), acido solfidrico (3.381 t/anno) oltre ad innumerevoli altri metalli pesanti in tracce. La geotermia si presenta pertanto come un vero e proprio problema per la Toscana, la salute della popolazione, l’inquinamento dell’aria, delle acque, dei suoli, e dovrebbe pertanto essere al centro di un piano che si pone l’obiettivo del risanamento della qualità dell’aria, anziché relegato in una scheda a pag. 69 di 122 del Quadro conoscitivo curato da Arpat (Allegato 1). Oltretutto la filosofia che guida questa scheda è quella di non mettere minimamente in discussione le 35 centrali geotermiche esistenti, lasciando la porta aperta alle 68 centrali prossime venture, di cui la Regione sta esaminando i progetti.
Con queste premesse è ipocrita parlare di risanamento della qualità dell’aria in Toscana. Al contrario occorre proprio partire dalla loro chiusura progressiva, ma sollecita, e della non autorizzazione di nessuna nuova centrale geotermica.
Una Regione senza geotermia, con le energie rinnovabili, una svolta strategica
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