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DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012

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MD e AIEA VINCONO su TEKSID per AMIANTO PDF Stampa E-mail

COMUNICATO STAMPA:

 

CONDANNATI ALCUNI RESPONSABILI DELLA EX FERRIERE DI TORINO

 

Il giudice della 1° sezione penale di Torino, dott. Cristina Domaneschi ha emesso condanna nei

 

confronti di alcuni imputati, accusati di vari reati per la morte a causa dell’esposizione all’amianto

 

di 14 lavoratori delle ex Ferriere di Torino.

 

Una nuova sentenza, di primo grado, che riconosce le responsabilità di chi non ha adottato tutte le

 

misure necessarie ad evitare l’esposizione all’amianto, nonostante la sua notissima pericolosità no

 

e, in particolare, la relazione fra amianto e mesotelioma.

 

Le motivazioni della sentenza usciranno entro 3 mesi, certamente possiamo dire che la tesi degli

 

imputati, sostenuti da alcuni consulenti (gli stessi che ritroviamo in simili procedimenti) è stata

 

battuta. Vuol dire che l’amianto è un agente nocivo tossico e cancerogeno, che vi è una relazione fra

 

dose e risposta; che più lunga e più elevata è l’esposizione e più breve è la speranza di vita.

 

Di amianto si muore: lo imparino i Sigg. senatori e deputati che hanno respinto gli emendamenti

 

alla legge di stabilità presentati dal sen. Felice Casson e dall’on. Maria Antezza che chiedevano

 

poche decine di milioni di euro per iniziare le bonifiche dei maggiori siti inquinati in Italia.

 

Visto, però, l’ordine del giorno approvato alla Camera, pensiamo e speriamo che tali

 

finanziamenti vengano recuperati, a breve, in una prossima legge.

 

Le condanne che vengono comminate per i lavoratori e i cittadini morti per amianto si stanno

 

consolidando e i processi si stanno moltiplicando. Finalmente! Dobbiamo dirlo, anche se il grande

 

impiego che di questo materiale è stato fatto, sono ancora pochi.

 

Medicina Democratica e AIEA, parti civili in questo processo, difesi dall’avv. Stefania Maria

 

Agagliate del foro di Torino, si battono non solo contro l’amianto e contro tutte le sostanze

 

cancerogene, ma anche per migliori condizioni di lavoro; contro la disoccupazione e non di meno

 

contro la precarietà del lavoro, per non vivere nell’angoscia, per evitare i suicidi.

 

Per trovare i soldi necessari al lavoro, alla prevenzione, al welfare; per andarli a prendere dove

 

sono: nelle grandi opere inutili, nella spesa militare, nell’evasione fiscale, nei paradisi fiscali…

 

Tutto ciò è una richiesta verso tutte le forze politiche, sindacali e sociali per un impegno di

 

mobilitazione e di lotta contro i diritti negati, per il lavoro e per la salute.

 

Torino, 23 dicembre 2013

 

Armando Vanotto (associazione italiana esposti amianto)

 

Fulvio Aurora (medicina democratica)

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23.12.13 COMUNICATO STAMPA SENTENZA TEKSID.docx