geotermia devastante, chi lotta e chi no Stampa
Scritto da Maurizio Marchi   
Sabato 01 Febbraio 2014 19:08
Stop alla centrale, parte la petizione.

Al via in Val d’Orcia una raccolta firme contro il progetto Gesto. Il comitato denuncia: «Evidente l’appoggio della Regione»
di Gabriele Baldanzi
MONTENERO Montalcino, Montenero, Cinigiano non ci stanno. Oggi il Comitato per la difesa della Val d’Orcia Inferiore lancia una petizione «per opporsi al progetto della centrale geotermoelettrica di Montenero e al conseguente scempio del paesaggio, fonte di turismo, di ricchezza e di futuro per i giovani». Sono centinaia le persone che in questo comprensorio protestano con la Regione Toscana, che giocherebbe su due tavoli. «La Regione - scrive Patrizia Cantini, a nome del Comitato - ha emesso un comunicato nel quale ribadisce che buona parte delle competenze in materia sono delegate al ministero e che quello dell’Ambiente deve adesso verificare l'impatto ambientale dell'impianto geotermoelettrico previsto a Montenero. Solo alla fine della verifica dell'impatto ambientale anche la Regione dovrà comunque esprimere il proprio parere e l'intesa con il governo regionale è vincolante. Per questo motivo la stessa Regione ha annunciato di avviare un percorso informativo con i cittadini dei comuni interessati dai permessi (circa una cinquantina). Nel frattempo, però, in data 28 gennaio, il presidente Enrico Rossi ha siglato un accordo con la Rete Geotermica - ossia il network di imprese che si è costituito nell'ottobre del 2013 e della quale fanno parte quasi tutti gli operatori attualmente titolari di permessi di ricerca in Toscana insieme a soggetti industriali della filiera della geotermica. È evidente quindi che si vuole dare il via libera ai nuovi progetti compreso quello che prevede il raddoppio delle centrali geotermoelettriche sull’Amiata con ulteriore scempio del territorio. La sigla di questo accordo, a nostro avviso, fa chiarezza su quelle che sono le reali intenzioni della Regione, che non si fermano neppure di fronte alla Val d'Orcia patrimonio Unesco». Un attacco durissimo al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. «La società Gesto - proseguono i cittadini della Val d'Orcia - avrebbe dovuto organizzare iniziative pubbliche per presentarci il progetto, cosa che invece non è avvenuta. La Gesto per ora si è limitata a contattare direttamente i proprietari dei terreni interessati...». Poi si passa alle considerazioni tecniche. Il progetto prevede di effettuare trivellazioni fino a profondità di 1800 metri per raggiungere il bacino geotermico cosiddetto “a media entalpia”, con temperature fino a 150 gradi. I rischi di causare fenomeni di sismicità indotta sono reali, come ha spiegato il professor Marco Mucciarelli - docente universitario e direttore del Centro Ricerche Sismologiche dell’Istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale - in una recente intervista concessa all'emittente Radio Toscana Web. L’estrazione e la reimmissione di fluidi a temperature diverse nelle profondità della terra possono dare origine - secondo alcuni esperti - a fenomeni sismici anche di rilievo. «In Svizzera, a Basilea - ricorda ancora Patrizia Cantini, a nome del Comitato per la Difesa della Val d’Orcia Inferiore - si sono verificate qualche anno fa scosse sismiche di magnitudo superiore al terzo grado, tanto che l’impianto geotermico è stato dimesso e si è dovuto investire 70 milioni di euro per riparare ai danni. Sempre in Svizzera, nel Cantone di San Gallo l'estate scorsa la scossa si è verificata addirittura in fase di perforazione e anche in questo caso ha superato il terzo grado di magnitudo». I cittadini della Val d'Orcia grossetana – va ricordato – sono venuti a conoscenza del progetto in maniera casuale qualche settimana fa e subito sono iniziate le proteste nei confronti del sindaco di Castel del Piano Claudio Franci. Le proteste si sono presto allargate ai comuni circostanti, in particolare a Montalcino, patria del Brunello, uno dei vini più famosi al mondo.


Dal permesso per le perforazioni alla licenza, abitanti all’oscuro
le tappe della protesta
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Quindici giorni fa a Montenero d’Orcia si è tenuta un’assemblea pubblica alla quale hanno partecipato il sindaco di Castel del Piano Claudio Franci e quello di Montalcino Silvio Franceschelli, oltre a diversi produttori di Brunello e Montecucco. Nel frattempo la deputata grossetana Marisa Nicchi (Sel) ha presentato un'interrogazione parlamentare al Ministero dello Sviluppo Economico e al Ministero dell'Ambiente per capire come la Gesto abbia avuto il permesso di eseguire perforazioni in Val d'Orcia su un'area di 35 chilometri quadrati alla ricerca di calore geotermico. Tutto parte dal decreto legislativo 22/2010, che ha liberalizzato l’attività geotermoelettrica. La Toscana è stata subito sommersa dalle richieste, e di queste 38 sono andate a buon fine. Le concessioni sono tutte concentrate nelle province di Grosseto, Siena e Pisa per un totale di circa tremila kmq. In particolare, la multinazionale Gesto Energy consulting - specializzata in impianti solari, eolici, idroelettrici e geotermici - per mezzo della sua consociata Gesto Italia srl, ha ottenuto 3 licenze di ricerca in Toscana, una delle quali è denominata “Montalcino”. La concessione riguarda un'area di 65 kmq comprendenti un lembo del territorio di Montalcino e i comuni di Castel del Piano, Arcidosso e Cinigiano. In seguito la Gesto Italia srl si è concentrata su una porzione di questo territorio pari a circa 30 kmq nel comune di Castel del Piano e ha richiesto al Ministero per lo Sviluppo Economico la possibilità di erigervi una centrale geotermoelettrica dalla potenza massima di 5 Megawatt. Con il Decreto Legislativo numero 28 del 2011 infatti il Governo italiano ha dato il via alla nascita - su tutto il territorio nazionale - di 10 centrali geotermoelettriche sperimentali a basso impatto ambientale che non superino la potenza di 5 Megawatt. Di queste, ben 4 nasceranno proprio in Toscana. Eppure quest’area non è soltanto di altissima rilevanza paesaggistica - non a caso la Val d'Orcia è tutelata dall'Unesco dal 2004 - ma dà anche vita a prodotti agroalimentari di altissima qualità. La collina di Montenero, per esempio, è una micro area dove insiste l’Olivastra Seggianese, una pregiata cultivar di olivo presente soltanto qui. Un bene prezioso da tutelare. (g.b.)
CHI LOTTA E CHI NO
I cittadini della val d'Orcia sono venuti a sapere casualmente, invece i grillini di Rosignano sono venuti a saperlo non casualmente, nel novembre 2012 quando Maurizio Marchi di Medicina democratica consegnò nelle mani di Filippo Nogarin, uno degli attivisti, la delibera di autorizzazione della ricerca geotermica "Rosignano" decreto 2957 del giugno 2012 (allegato). Da allora non è accaduto nulla  ......

Grazie a chi lotta, disprezzo per chi insabbia.
Maurizio Marchi.

 

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