Rigassificatore Edison al TAR del Lazio Stampa

Il 14 novembre si discutono davanti al TAR del Lazio i tre ricorsi presentati nel tempo dal Comitato Noterminalegas e dal Comune di Rosignano, riunificati. Il Comitato locale è sostenuto nel ricorso anche dal WWF , dal Forum ambientalista e da Medicina democratica.

Si discuterà se la VIA favorevole del novembre 2010 del Ministero dell’ambiente al progetto di rigassificatore possa considerarsi ancora valida ben otto anni dopo,  e di conseguenza se l’esclusione da una nuova VIA decretata nel 2017 sia fondata  o meno. Per gli oppositori al progetto evidentemente l’esclusione da una nuova VIA non è fondata anche per le novità negative che sono state introdotte da Edison rispetto al progetto approvato nel 2010, come il non spostamento del serbatoio di etilene dall’area archeologica, la previsione del rifornimento di bettoline (piccole navi) con il Gas Naturale Liquefatto, di camion e in prospettiva perfino di treni. Tutto ciò comporterebbe un aumento molto elevato di rischio di incidente.

Restano sullo sfondo i grossi problemi anche strategici ed economici, che non saranno discussi al TAR,   sulla revisione della Strategia energetica nazionale (SEN) e degli incentivi multimilionari, che il nuovo inutile rigassificatore otterrebbe.

Sulla revisione della SEN: recentemente anche il governo Gentiloni-Calenda frenava sui rigassificatori, il documento di Strategia Energetica Nazionale (SEN 2017) firmato e presentato dai ministri Calenda e Galletti il 10 novembre 2017 (Gazzetta Ufficiale n. 288 del  11 dicembre 2017 a pag. 27). Il nuovo documento, che definisce le linee della strategia energetica dell’Italia fino al 2030 afferma tra l’altro a pag 160   che:
“A seguito di ulteriori approfondimenti successivi ai risultati della consultazione l’ipotesi originariamente prevista di promuovere la realizzazione nel breve termine di 4 miliardi di metri cubi di capacità di rigassificazione addizionali con garanzie a carico del sistema… è stata valutata non necessaria in questa fase…” In altre parole, il precedente governo valutava che era opportuno far funzionare a pieno i rigassificatori esistenti, anziché permetterne la costruzione di nuovi.

Sugli incentivi multimilionari: nel frattempo il rigassificatore OLT è stato quasi sempre vuoto, dalla sua entrata in funzione (fine 2013), godendo tuttavia di incentivi statali per  ben 315 milioni di euro di incentivi tra il 2013 e il 2017, beneficio che andrebbe anche a Edison, anche se la mega-struttura restasse vuota o quasi.

Concludendo, il rigassificatore Edison va fermato per una somma di motivi, di pericolosità, di colpo di grazia alla riconversione turistica della nostra costa, ma anche contro lo spreco di enormi risorse pubbliche, che devono essere al contrario usate per il bene comune, anziché per le multinazionali.

13.11.18

Maurizio Marchi per Medicina democratica