Perchè NO al nucleare.. Stampa
Scritto da Maurizio Marchi   
Giovedì 03 Febbraio 2011 13:50

cernobil_contaminatiDesidero rispondere al sig. Genghini che su “Il Tirreno” del 2 febbraio sosteneva “Perché è necessaria l’energia nucleare”, peraltro con argomenti traballanti.

 Il primo argomento contrario è quello di rispettare la volontà popolare. L’8 e 9 Novembre scorsi si è  ricordato  in tutta Italia il referendum del 1987, con il quale l’80% dei cittadini si espresse contro la costruzione di centrali nucleari. Se si deve rispettare questa volontà anche nonostante la legge elettorale “porcata”, sorbendoci un premier come l’attuale per anni, tanto più la si deve rispettare quando si è espressa così chiaramente su un argomento preciso come il nucleare. La paura dopo Chernobyl e Harrisburg è più che legittima, ma è solo uno dei moltissimi motivi. 

 

 In queste settimane si stanno individuando i siti dove collocare sia le centrali che le scorie, tossiche per migliaia di anni. Tutto è coperto dal segreto di stato, imposto dal governo Prodi  per le strutture energetiche,  ed applicato ora dal governo Berlusconi.

Ma si sa che Scarlino (GR) sarebbe individuata per una centrale, mentre a Montalto se ne vorrebbero costruire addirittura due, e l’isola di Pianosa resta nell’elenco. Per il deposito di scorie radioattive sono stati individuati vari siti, molti dei quali sulle colline argillose alle spalle di Livorno, come si vede dalla cartina pubblicata da Il Sole 24 ore in novembre. 

Il secondo argomento è che il nucleare non è finalizzato alla produzione di energia, ma alla filiera nucleare militare. Fu così anche negli anni ’50, quando gli enormi investimenti degli USA per la produzione delle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki dovevano essere messi a profitto, con la vendita ai paesi “alleati” di tecnologia, licenze ed impianti di produzione statunitensi. Inoltre, i costi dell’arricchimento dell’uranio furono spalmati su molti paesi, che concorsero indirettamente ad una corsa abnorme agli armamenti atomici.  Infatti dall’89 in poi non sono state più costruite  centrali nucleari in occidente, e pochissime nel resto del mondo. Oggi si rilancia in tutto il globo il nucleare civile, per coprire i  costi dell’ammodernamento dell’ormai vecchio arsenale di bombe atomiche: l’uranio di queste bombe ormai inservibili andrà ad alimentare centrali civili.  

Il terzo argomento è che il nucleare è e resterà comunque marginale nella produzione di energia. Oggi dà solo il 4,8 % dell’energia usata sul globo, e solo il 15% dell’energia elettrica. Basterebbe un modesto programma globale di centrali eoliche e fotovoltaiche per sostituirlo definitivamente.

Inoltre l’uranio sta finendo: le riserve ai consumi attuali durerebbero al massimo 80 anni, ma si esaurirebbero molto prima se si costruissero più centrali. 

Seguono molti altri argomenti, che per brevità cito soltanto: il nucleare non combatte l’alterazione del clima, continua a non essere sicuro, il problema delle scorie è irrisolvibile come dimostrano anche i tentativi falliti tedesco e statunitense;  è sicuramente nocivo alla salute anche in condizioni normali. Ed infine, ma non per importanza, è una fabbrica di illusioni. Innanzitutto l’illusione di poter continuare a consumare, sprecare, inquinare come finora. A questa “illusione” vanno contrapposti energie rinnovabili, risparmio di energia e materie, cooperazione allo sviluppo umano, cambiando radicalmente modello economico, di consumi, di rapporti sociali.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Febbraio 2011 14:18 )