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armi letali anche sui nascituri PDF Stampa E-mail

vittime dirette e indirette delle armi che diffondono metalli pesanti nelle popolazioni aggredite, da Gaza all'Iraq: immagini agghiaccianti, in un lavoro straordinario di Paola Manduca, genetista all'Università di Genova.

ecco il suo messaggio di accompagnamento e il link :

Il mar 30 apr 2019, 16:12 Paola Manduca < Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. > ha scritto:

per diffusione  e link nei vostri siti web

e grazie se commentate

 

http://newweapons.org/?q=node/195

E' il link al report del lavoro di 9 anni che documenta le disfunzioni indotte dagli attacchi militari sulla salute riproduttiva a Gaza (con un annesso sull'Iraq).

Qui vi invio la presentazione di dati che illustrano lo sviluppo di una ipotesi di investigazione scientifica sugli effetti  dei metalli pesanti (agenti teratogeni e carcinogeni e componenti delle munizioni usate negli ultimi 30 anni) sulla salute riproduttiva della popolazione, lavoro svolto a Gaza con medici locali e con la direzione scientifica di NWRG.

Gli studi dimostrano la  capacità dei metalli pesanti di passare attraverso la placenta in donne esposte ad attacchi militari e la correlazione della esposizione materna con un carico aumentato di metalli nelle madri e nei loro neonati e misura come questo coincida con l'aumento nella presentazione di malformazioni e nascite pretermine: queste ultime a loro volta comportano un rischio alto per la sopravvivenza dei neonati.

Questa documentazione permette anche di valutare che il numero delle "vittime invisibili" associate alla contaminazione da metalli di origine militare, che induce la degenerazione della salute riproduttiva negli anni dal 2006 al 2018, è certamente più alto anche di quello dei bambini vittime di guerra e aumentando il prezzo pagato dalle nuove generazioni.

Non sappiamo per quanto questi effetti della contaminazione da residui d’arma continueranno a verificarsi, nè se hanno conseguenze nel tempo sulla salute dei bambini nati sani, ma esposti. Questa è una delle ragioni per mantenere alta la sorveglianza scientifica.

Si può ipotizzare che come in Iraq ed a Gaza, gli stessi fenomeni sulla salute neonatale si stiano verificando in altri paesi dove le stesse armi sono state e sono usate.

Siamo disponibili a presentare il lavoro in ogni sede e in formato scientifico o piu discorsivo nei prossimi  mesi.

Se vi interessa invitarci a farlo rispondete a questa mail.

Paola Manduca