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La sinistra è finita in discarica?

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Discarica di Scapigliato: 330 milioni di euro al Comune di Rosignano

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DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012

DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012

PIANO ALTERNATIVO RIFIUTI PDF Stampa E-mail

BOZZA DI PIANO ALTERNATIVO E VERSO RIFIUTI ZERO 2020 PER LA PROVINCIA DI LIVORNO.

 (PRESENTATA IN PROVINCIA DI LIVORNO  IL 14.9.11 DA MILITANTI DI VERTENZA lIVORNO E DA ROSSANO ERCOLINI)

OBIETTIVI DI RIDUZIONE (entro il 2014)

10% di RIDUZIONE INDIRETTA quale effetto del generalizzato passaggio dal sistema di raccolta stradale al sistema di raccolta porta a porta integrato con sistemi di conferimento di prossimità ed isole/stazioni ecologiche/ Centri per la riparazione-riuso.

Tale dato "atteso" appare prudenziale rispetto ai dati statistici disponibili a livello nazionale che fotografano una "forbice" di riduzione indotta dal PaP del 10-20% (a Capannori, per esempio la riduzione indotta è stata superiore del 20% passando da una produzione procapite di 1,92 kg/giorno a 1,48 kg/g) ,

 

 

OBIETTIVI DI RIDUZIONE DIRETTA

Da questo versante, prudenzialmente si attende una riduzione del 2% frutto di mirati interventi di contenimenti degli imballaggi monouso e più in generale di interventi volti a ridurre la massa dei rifiuti.

In particolare gli interventi riguardano.

 

Sistemi di ricarica alla spina;

Divieto delle stoviglie usa e getta nelle mense pubbliche e nelle feste/sagre con l'introduzione del vetro in luogo dell'acqua minerale nelle mense scolastiche;

Distribuzione di latte alla spina;

Introduzione di pannolini riutilizzabili;

Diffusione dell'autocompostaggio familiare;

Introduzione del compostaggio codominiale.

 

Altro risultato aggiuntivo atteso in termini di riduzione dei rifiuti (e non solo degli smaltimenti) deriva DALLA INTRODUZIONE DELLA TARIFFA DI IGIENE AMBIENTALE DI TIPO PUNTUALE (pagare in base alle frequenze di svuotamento del contenitore del residuo non riciclabile.

 

In sintesi si può attendere una riduzione rispetto al dato 2010 del 15% che nei calcoli previsionali successivi, in via del tutto CAUTELATIVA riduciamo ad un 12% entro il 2014 via via sempre più tendenzialmente accentuato.

 

QUINDI:

 

237.448 x 12= 28498 tonnellate/anno di riduzione complessiva

 

QUINDI A RACCOLTA/TRATTAMENTO:

 

237.448- 28498= 208.990 T/anno;

 

CON UNA RACCOLTA DIFFERENZIATA A NORMA DI LEGGE prevista al 65% (anzi, questo dovrebbe essere il risultato raggiunto entro il 2012 che prudenzialmente prevediamo entro il 2013 ed addirittura entro il 2014) :

 

208990x65= 145.844 tonnellate/anno a recupero.

A questo proposito occorre mettere a punto in contesto ATO un sistema di FILIERA DEL RICICLAGGIO E DI COMPOSTAGGIO che in buona parte può già contare sulla logistica necessaria;

 

A TRATTAMENTO:

 

riconvertendo l'impiantistica TMB esistente (ora finalizzata a produrre CDR e che invece con investimenti contenuti può essere volta al massimo recupero dei materiali ancora contenuti nel residuo, alla "stabilizzazione" della frazione organica sporca e ALLA PRECONCENTRAZIONE- ESTRUSIONE DELLE PLASTICHE) si può prevedere un tasso medio di recupero "a freddo" del 70%.

Trattasi di sistemi impiantistici ormai operativi in parte e/o in toto in Italia (Promoteco, Idealservice, Vedelago, Greenfluff ecc) che utilizzano un processo che dalla fase rompisacco (no triturazione) si sviluppano attraverso la vagliatura (che puà essere anche ad umido o ad idropulper) che integrata con soffi ad aria compressa, elettrocalamite, selezioni a raggi infrarossi eventualmente integrate con cabine a recupero manuale danno vita a consistenti flussi di recupero e di sottrazione dallo smaltimento*.

Tale impianto deve prevedere in ingresso UN CENTRO DI RICERCA E DI RIPROGETTAZIONE sul RESIDUO che non solo faccia il monitoraggio di ciò che va a trattamento ma che soprattutto lo studi per favorire processi di Responsabilità Estesa del Produttore (vedi il caso delle capsule del caffè studiato dal centro di Ricerca Rifiuti Zero di Capannori) in modo tale da inibire gradualmente (è il caso delle plastiche monouso e dei "polimateriali" tetrapack e blister) la immissione sul mercato di merci non riciclabili e/o non compostabili. 

 

Pertanto .

 

208990-145.8440= 63147 tonnellate/anno in ingresso all'impianto "a freddo";

63147x70=44202t/anno sottratte a discarica e ad incenerimento (da perdite di processo, da recuperi di ulteriore carta, metalli, vetro, plastiche anche eterogenee inviate alla sezione di estrusione per produrre granulato sintetico molto richiesto in edilizia);

 

63147-44202= 18.945 tonnellate/anno di "stabilizzato"

a discarica, cioè 59t/giorno per l'intera provincia con la prospettiva di essere ridotto sempre più verso lo ZERO man mano che le politiche di riduzione e di ulteriore successo delle RD raggiungono il massimo di "performatività".

In questo scenario è possibile prevedere ENTRO IL 2014 LA DISMISSIONE DELL'INCENERITORE DEL PICCHIANTI senza ovviamente prevedere la costruzione di nuovi inceneritori che evidentemente si rivelano antitetici (in ragione della loro RIGIDITA') al sistema di cui sopra in grado anche di RIDURRE DRASTICAMENTE IL FLUSSO DA INVIARE IN DISCARICA . In questo quadro le volumetrie di discarica ancora esistenti potranno essere usate con estrema parsimonia puntando ad allungare quanto più possibile la durata delle stesse.

 

 

Questo schema di nuova gestione degli scarti orientato al graduale azzeramento dei rifiuti è economicamente meno oneroso visto i costi ingenti delle tecnologie di incenerimento e se ben gestito garantendo un sistema di RD che preveda un'intercettazione dei materiali di scarto di buona qualità merceologica può dar origine a risparmi per i cittadini (vedi recente studio della Regione Lombardia sui risparmi derivanti dalla applicazione del porta a porta) e alla realizzazione di nuove occasioni di impresa e di lavoro derivanti da una filiera del riciclaggio.

 

Rossano Ercolini (Ambiente e Futuro)

 

 

* In proposito vedi il piano dei Sindaci della Versilia per la riconversione dell'Impianto TMB per la produzione di CDR di Pioppogatto di Massarosa elaborato da Enzo Favoino della Scuola Agraria del Parco di Monza