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La sinistra è finita in discarica?

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Non ce la date a bere

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Discarica di Scapigliato: 330 milioni di euro al Comune di Rosignano

Discarica di Scapigliato: 330 milioni di euro al Comune di Rosignano

DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012

DISCARICA DI SCAPIGLIATO 1982/2012

MICHELANGIOLO BOLOGNINI CI MANCHERA' MOLTO PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Lunedì 27 Agosto 2012 07:53

Si è spento a Pisa sabato 25 agosto Michelangiolo Bolognini, medico igienista presso l'ASL di Pistoia, miliante di Medicina democratica e dei Comitati contro gli inceneritori. Aveva solo 58 anni ed una vitalità eccezionale. Qui sotto un ricordo di Patrizia Gentilini, oncologa, militante di MD e di ISDE, a cui mi associo in pieno. Maurizio Marchi

"Vorrei ricordare a chi non ha avuto la fortuna di conoscerlo da vicino altri lati di Michelangiolo: il suo carattere da toscano “doc”, combattente per natura ed armato di una dialettica senza pari,  non faceva "sconti " a nessuno,  i suoi giudizi erano spesso taglienti e contro corrente.

Non sopportava, ad esempio, che  l’attenzione  fosse sempre e solo rivolta alla CO2 e non alle sostanze di documentata tossicità e cancerogenicità  (metalli pesanti, diossine etc)  che appestano il nostro ambiente ed i nostri corpi;   per questo  era indubbiamente una persona scomoda a molti, sia dentro che fuori  il "sistema".

Michelangiolo aveva una intelligenza raffinata e lucida,  non si fermava mai alle apparenze,  la sua cultura su tanti campi anche non medici (storico/economico/filosofico/politico…)  era vastissima e soprattutto  aveva un  rigore morale  che non conosceva  sbavature.   I suoi articoli erano sempre puntuali e documentati,  ricordo quello sul Ponte  " Camorra di Stato e stato di emergenza, il caso dei rifiuti in Campania”, in cui  infrangeva luoghi comuni e svelava scomode verità ignorate dall’informazione corrente.

Ma Michelangiolo era anche altro ed ha fatto onore al  nome che portava per la sua vena artistica e la sua creatività: dal forgiare gioielli,  al dipingere vetrate ispirandosi all'arte giapponese, dalla composizione di pavimenti e rivestimenti della sua casa con l'utilizzo di solo materiale di recupero al  restauro di cocci abbandonati ricostruendo splendide sculture che  disseminava dentro e fuori la sua casa. Casa che rispecchiava in pieno il suo padrone: difficilmente accessibile, immersa in una boscaglia, abbarbicata  com’è su una  scoscesa altura delle colline toscane,  ma  da cui  l’orizzonte  è sconfinato  e la vista  spazia fino alla cupola del Duomo di Firenze.

Mi sembra ancora tutto inverosimile, come se fosse un bruttissimo sogno….

Michelangiolo,  tu volevi vivere e combattere, dacci la forza per continuare a farlo anche per Te  

Patrizia Gentilini  27 agosto 2012"

 

 
SOLVAY, UN ACCORDO DI PROGRAMMA ALTERNATIVO PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Venerdì 24 Agosto 2012 11:16

QUESTA PROPOSTA DI ACCORDO E' STATA INVIATA A FINE GIUGNO 2012 A TUTTI I CONSIGLI COMUNALI, PROVINCIALI E REGIONALE, PRIMA CHE SOLVAY ED ISTITUZIONI  FACCIANO UN ACCORDO AL RIBASSO SULLA NOSTRA PELLE :

ACCORDO DI PROGRAMMA ALTERNATIVO SU SOLVAY
PROPOSTO DAL COMITATO BENI COMUNI VAL DI CECINA,
DA ADOTTARE DA PARTE DELLE ISTITUZIONI COINVOLTE E DA SOLVAY


PUNTO 1 Debito ecologico-sociale per dissesti da estrazioni minerarie
La Solvay di Rosignano ha contratto un debito ecologico-sociale, quantificabile in 100 debiti, per il gravissimo impatto delle estrazioni di salgemma dalla Val di Cecina dal 1918 ad oggi, consistente in enormi consumi d’acqua, sparizioni di ancor più rilevanti ed incalcolabili quantitativi d’acqua nel sottosuolo (Studi del geologo del CNR Sebastiano Vittorini) , distruzione dell’ecosistema del fiume Cecina, scadimento della qualità della risorsa acqua a fini potabili, estese subsidenze anche fuori dalle concessioni minerarie, formazione di decine di laghetti salati nei camini di collasso, (Studi prof. Mario Pinna ed altri) ecc. Queste pratiche vanno sanzionate ed interrotte.
 

PUNTO 2 Debito ecologico-sociale per spreco prolungato di salgemma
La Solvay di Rosignano ha contratto un debito ecologico-sociale, quantificabile in 40 debiti, per aver sprecato – a causa dell’arretratezza dei suoi impianti di Rosignano – ben un terzo del sale estratto, gettandolo in mare dopo la parziale utilizzazione ( Dichiarazione PRTR Solvay resa al Ministero dell’ambiente 29.4.11 per il 2010). Dato che il salgemma della Val di Cecina è un bene comune, purissimo e limitato, questa pratica va sanzionata ed interrotta.

 
ALTO RISCHIO SOLVAY PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Venerdì 06 Luglio 2012 11:31

Grosso incendio ai clorometani, il solito silenzio omertoso

Sappiamo da testimoni oculari che nei giorni scorsi (probabilmente lunedi  25 giugno) verso le 10 si è scatenato un grosso incendio all’impianto clorometani della Solvay di Rosignano, uno dei più vecchi  e pericolosi, con accanto la sfera esplosiva di idrogeno. Fiamme e fumo nero sono divampati per diversi minuti prima che scattasse l’allarme, e che gli schiumogeni spengessero l’incendio.

Si è rischiato ben di peggio , ad esempio un’esplosione devastante ? qualche lavoratore è rimasto intossicato ? è un caso che simili fatti avvengano in uno degli impianti più vecchi  e pericolosi ?

Si coglierà l’occasione del grave pericolo corso per chiudere finalmente questo vecchio impianto che produce ancora (“come coda di produzione” precisa Solvay) il tetracloruro di carbonio, cancerogeno e sostanza nociva alla fascia di ozono, e come tale  fuorilegge dal 1993, con l’entrata in vigore della Legge 549, approvata dopo il Protocollo di Montreal del 1987 ?

Domande che rivolgiamo al Sindaco e all’Arpat, nonostante abbiano dato pessima prova di sé proprio recentemente, a proposito dell’arsenico e della nocività delle spiagge bianche.

Anche gli incendi di impianti ad alto rischio sono normali e richiedono silenzio assoluto ?

6.7.12

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Dal sito del Comune di Rosignano Marittimo  2009

A DISPOSIZIONE DELLA CITTADINANZA LE SCHEDE AGGIORNATE RELATIVE AI "GRANDI RISCHI" DELLE SOCIETA' SOLVAY E INNOVENE

 
DISASTRO DI SANTA LUCE, SOLVAY FACCIA IL DISSALATORE PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Venerdì 24 Agosto 2012 11:09

Basta con il monopolio Solvay sull’acqua. Dopo Santa Luce, si faccia il dissalatore

 Il disastro del lago di Santa Luce, annunciato dal Comitato e da Medicina democratica dai primi di marzo, è solo l’ultimo atto, certo molto clamoroso, della lunga tragedia che stravolge la Val di Cecina da molti decenni:  Solvay monopolizza l’acqua dolce in una vasta area che va dall’ex lago di SL ai laghetti Magona, a decine di pozzi nella val di Fine e nella Val di Cecina, fin nella pianura costiera.

In questi ultimi mesi Solvay ha continuato a far defluire  consistenti quantità d’acqua dall’ormai esangue lago di SL, ufficialmente per mantenere il minimo deflusso vitale del  povero fiume, ma in realtà per alimentare i suoi pozzi a valle, fino alla Marmentana e alle Morelline, alle porte dello stabilimento.

In Val di Cecina la situazione- se possibile – è ancora peggiore, perchè agli storici enormi prelievi Solvay (65 pozzi su un’ottantina di portata rilevante) si aggiungono quelli della geotermia e le incalcolabili perdite sotterranee dovute alle estrazioni di salgemma e alle perforazioni geotermiche.

La voracità di Solvay e la subalternità delle istituzioni stanno mettendo in ginocchio l’economia di tutta la zona, dall’agricoltura al turismo, con danni economici e di immagine forse irreparabili.

Il Rapporto Cheli-Luzzati dell’UNIPISA, tenuto nei cassetti per oltre due anni, lo afferma chiaramente:  Solvay si è ridotta a  dare solo l’1/2% del reddito sul territorio, prendendosi  il  48% della risorsa acqua.

Questa cronica situazione a danno della popolazione si è aggravata (ma solo aggravata, perché preesistente)  con i cambiamenti climatici, la minore piovosità e l’aumento delle temperature e dell’evaporazione. Un motivo in più per dire a Solvay che occorre con urgenza cambiare strada: Solvay si sganci  dallo sfruttamento del salgemma in Val di Cecina (il cuore di tutti i problemi idrici) e ricavi  acqua e sale dal mare. Questo rivendica il Programma alternativo che abbiamo inviato due mesi fa alla Regione e a tutti i comuni, partendo dal debito ecologico-sociale che Solvay ha accumulato in decenni di sfruttamento del  territorio, a danno della salute della popolazione.

Programma alternativo  a quello perdente e cieco che stanno preparando  con Solvay in Regione, per regalare alla multinazionale acqua e sale per i prossimi trent’anni. Ladro è tanto chi ruba, quanto chi para il sacco.

23.8.12       Comitato Beni Comuni VAL DI CECINA                       Medicina democratica

 
COME STANNO DAVVERO LE COSE IN SIRIA PDF Stampa E-mail
Scritto da Maurizio Marchi   
Martedì 03 Luglio 2012 09:47

MANIFESTO 3.7.12

Da che pulpito viene la predica   

Manlio Dinucci

 

«Profondamente preoccupati per l’intensificazione della violenza», che rischia di allargare il conflitto a dimensioni regionali, chiedono con fermezza «la cessazione della violenza armata in tutte le sue forme». Chi sono i non-violenti? I membri del Gruppo di azione per la Siria che, riunitisi a Ginevra il 30 giugno, hanno emesso un comunicato finale.

Alla testa dei non-violenti vi sono gli Stati uniti, registi dell’operazione bellica con cui, dopo la distruzione dello stato libico, tentano di smantellare anche quello siriano. Agenti della Cia, scrive il New York Times, operano segretamente nella Turchia meridionale, reclutando e armando i gruppi che combattono il governo siriano. Attraverso una rete ombra transfrontaliera, in cui opera anche il Mossad, essi ricevono fucili automatici, munizioni, razzi anticarro, esplosivi. Con un video su YouTube, mostrano come sanno ben usarli: un camion civile, mentre passa accanto a un magazzino, viene distrutto dall’esplosione di un potente ordigno telecomandato.

 
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